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SAN MARTINO
Discarica di amianto
Un Consiglio non aperto
Siamo due famiglie di San Martino Siccomario e chiediamo un pò di spazio per fare qualche considerazione sulla questione della discarica di amianto con annessa autostrada che, nella pressochè totale assenza di informazione da parte delle istituzioni, sorgerà nei Comuni di Cava Manara e San Martino Siccomario.
Sull'argomento speravamo di poter avere precise informazioni e di poterne dibattere con i nostri amministratori al consiglio comunale aperto che si è tenuto a San Martino, ma ne siamo usciti solo con la promessa che ci saranno della pubblicazioni sul sito del Comune. La sensazione è stata quella di un consiglio comunale aperto ma a giochi fatti, in disbrigo di una formalità.
Possibilità di fare domande ai presenti tecnici «esperti» e al competente della Fondazione Maugeri? No, meglio scriverle e mandarle in Comune, cosi poi qualcuno vaglierà, qualcun altro risponderà dopo aver meditato.
Nei consigli comunali aperti il dovere di dare la parola ai cittadini è prima di tutto dovere morale.
E intanto la decisione è passata sulle teste dei cittadini che nei prossimi anni faranno i conti con inquinamento, aumento del traffico polveri sottili (fibre di amianto) disperse nell'aria e relativo danno alla salute nostra, ma soprattutto dei nostri figli, non trascurabile anche il danno economico che deriva ai cittadini da una situazione che comporta e comporterà ancora di più nel prossimo decennio un consistente abbassamento del valore degli immobili.
Alcune cifre sono state pubblicate su questo giornale il 9 novembre - «S. Martino, consiglio aperto sull'amianto» - e sono enormi e preoccupanti: citiamo non testualmente «l'impianto da 900mila tonnellate (e cioè 69 milioni di metri quadri di lastre di amianto) su un'area di 140mila metri quadri..., 64mila camion in più sulle nostre strade...».
Famiglie Bossi e AlbertiSan Martino
CRISI E POLITICA
Meno muscoli e più dialogo
per la nostra provincia
Finalmente qualcosa di nuovo nella nebbia pavese. Apprendiamo che la Fondazione San Matteo, l'Università e l'associazione Industriali hanno firmato un patto di collaborazione; anche se il passato non è stato esente da sporadiche iniziative individuali, ora si tratta invece di un importante accordo che coinvolge le tre più grosse realtà del nostro territorio. Sono segnali forti d'incoraggiamento per avviare il volano dello sviluppo imprenditoriale nella nostra provincia.
L'occasione non può e non deve sfuggire alla politica e agli Enti locali per recuperare l'iniziativa e creare sinergie più ampie, utilizzando le poche singole risorse e realizzare un progetto più grande che coinvolge tutti.
Il pubblico apprezzamento che intendiamo trasmettere non può restare un semplice elogio o ancor meno una presa d'atto; significa una totale disponibilità a mettersi in gioco, per quanto ci compete, ad avviare atti e comportamenti utili a svegliare le conoscenze politiche, attualmente in disparte, sopite dall'incertezza e dall'indecisione. Val la pena ricordare che nell'ultima Tavola Rotonda organizzata a Pavia dall'Unione di Centro con Università, Associazione Industriale e Confartigianto il 22 ottobre, si è parlato a lungo sulla necessità di un accordo di cooperazione tra Policlinico, Università ed Industriali. Si sentiva forte e chiara una necessità che finalmente si è avverata. Il dialogo ed il confronto restano i soli strumenti validi per accorciare le distanze.
È ora mai giunto il tempo di sotterrare l'ascia di guerra nella nostra provincia; ovunque si sta sviluppando un clima di scontro che tende ad esasperare gli animi con danni irreparabili per la «Cosa Pubblica». La politica muscolare deve finire per aprire un dialogo continuo non solo nel nostro territorio ma anche e soprattutto nel Paese. Non si può continuare a far la guerra a prescindere per firmare armistizi al ribasso.
A breve ci saranno appuntamenti politici di rilievo che tutti dobbiamo affrontare con impegno e determinazione per recuperare parte di quella immagine che oramai nell'opinione pubblica diventa sempre più evanescente e torbida. L'Unione di Centro si è messa in gioco alla ricerca di equilibri nuovi e diversi per restituire il mal tolto ai cittadini e agli elettori. Anche qui a Pavia il laboratorio politico è avviato da tempo per ritrovare i moderati veramente moderati e di buon senso di mettersi ancora insieme per il bene comune.
Siamo perciò aperti e disponibili per ricercare il nuovo migliore.
Italo Richichicoordinatore provinciale Unione di centro, Pavia
I MARZIANI SIAMO NOI
Viaggio nell'universo
con Giovanni Bignami
Ho assistito domenica scorsa all'incontro organizzato da Socrate presso la libreria Feltrinelli di Pavia con il prof. Giovanni Bignami, in cui il docente di astrofisica presentava, tra l'altro, il suo libro «I marziani siamo noi». Il prof. si è rivelato come uomo molto simpatico e dalla battuta pronta. Con il dono raro di saper mettere a proprio agio i componenti numerosi dell'uditorio: usando un linguaggio comprensibile da chiunque, ha saputo evitare ogni magniloquenza accademica e cosi è riuscito a non intimidire i partecipanti con il proprio sapere.
L'incontro si è quasi subito trasformato in un serrato fuoco incrociato di domande degli intervenuti, tra i quali molti docenti e un bambino intelligente e appassionato della materia, e di risposte del professore. Si è tra l'altro venuti a sapere che Bignami ha scoperto una nuova stella che deve a lui il suo nome di battesimo «Gheminga». Un nome di fantascienza, ma che ha invece avuto origini più argute in anni di tormentato dibattito interiore: «C'è?», «Non c'è», «Ci potrà essere?». Da queste angosciate domande è scaturito il nome: «Ghè minga», proprio cosi, in dialetto milanese, è conosciuta la stella nel mondo.
Bignami ha posto ai presenti una domanda-test: «Vorreste essere le sole presenze vitali nell'universo?». La stragrande maggioranza degli astanti ha risposto negativamente (il voto era per alzata di mano). Probabilmente perchè l'uomo ha un tale bisogno interiore, anche se, spesso, inconfessato, degli altri, che ritiene i diversi miliardi di individui che popolano la Terra non sufficiente, troppo imparentato con la solitudine.
L'universo è naturalmente incommensurabile. Per computare la distanza tra i vari pianeti o tra le stelle si usano gli anni luce. Se intraprendessimo un viaggio anche solo per il pianeta più vicino (ma cosi lontano) da noi e ammettendo logicamente di viaggiare alla velocità della luce, se siamo di mezza età, dovremmo fare soltanto il biglietto di andata. Si perderebbe memoria di noi nello spazio: tutto sommato, sarebbe una fine bellissima.
Per questo, l'universo, l'infinito affascinano e terrorizzano cosi tanto gli uomini. Esiste un bellissimo pensiero di Pascal che Ugo Foscolo aveva tradotto nelle «Ultime lettere di Jacopo Ortis». «Vedo questi spaventosi spazi dell'universo che mi rinchiudono, e mi trovo fissato a un angolo di questa vasta distesa, senza sapere perchè sono collocato in questo luogo piuttosto che in un altro nè per quale motivo questo poco di tempo che mi è dato da vivere mi sia assegnato in questo punto piuttosto che in altro di tutta l'eternità che mi ha preceduto e di tutta quella che mi segue. Non vedo che infinità da tutte le parti; esse mi rinchiudono come un atomo e come un'ombra che dura solo un istante senza ritorno».
Loris Dalla MarigaPavia
PAVIA, L'INTERVENTO
Che errori del Comune
con il circo di Barcellona
Sono, insieme al mio nipotino, una delle 290 persone che è stata sgomberata dall'intervento dei vigili urbani al circo di Barcellona venerdi scorso. Non voglio scrivere della reazione del mio nipotino, che è facile immaginare (e che mi è costata una enorme coppa di gelato), ma sollevare alcuni problemi che mi hanno reso insonne la notte: perché si è aspettato una settimana per intervenire? Chi è andato prima non era degno di tutela? Oppure la struttura non è davvero pericolosa, e il sequestro è il frutto di incomprensioni fra il circo e gli uffici comunali. Ho avuto occasione di parlare con il direttore, che mi ha riportato un incredibile: «Noi abbiamo integrato la documentazione, ma mi hanno risposto che non hanno avuto il tempo per guardarla».
E soprattutto: perché questi problemi solo a Pavia? A Saronno, a Cinisello, a Lodi il circo era sicuro ma a Pavia no? La nostra amministrazione comunale è più accorta delle altre o è più superficiale? Dallo stato di strade e cassonetti dell'immondizia temo la seconda.