Il Cern cattura l'antimateria
ROMA.Per quasi due decimi di secondo l'antimateria è stata intrappolata all'interno di una gabbia magnetica costruita a Ginevra nei laboratori del Cern (l'Organizzazione europea per la ricerca nucleare). Uno sguardo rapido. Il battito d'ali di una farfalla. Ma per la fisica un tempo lunghissimo: sufficiente, grazie all'elettronica, a «fermare» la vita dei 38 atomi di anti-idrogeno creati nell'ambito dell'esperimento internazionale «Alpha» e studiare la «materia-specchio»: una sorta di mondo rovesciato in cui i protoni hanno carica elettrica negativa e gli elettroni positiva, caratteristiche opposte a quelle della materia ordinaria.
Non era mai accaduto prima: fino a oggi, infatti, pochi millesimi di secondo dopo essersi manifestata, l'antimateria era svanita senza lasciare traccia. Una realtà molto diversa da quella immaginata da Dan Brown nel romanzo «Angeli e demoni», dove cilindri di antimateria destinati alla distruzione del Vaticano venivano trasportati in giro per il mondo. «È una soddisfazione guardare all'apparecchiatura Alpha e sapere che contiene atomi stabili e neutri di antimateria», ha detto il coordinatore della ricerca, Jeffrey Hangst, dell'università danese di Aarhus che giovedi vedrà i risultati pubblicati sulla prestigiosa rivista «Nature».
Per ottenere gli atomi di anti-idrogeno è stato necessario creare in un acceleratore una nuvola di anti-protoni, che sono stati messi a contatto con anti-elettroni originati da una sorgente radioattiva. La corsa degli atomi di anti-idrogeno - in movimento a centinaia di metri al secondo - è stata quindi rallentata grazie a temperature bassissime (meno 272 gradi, vicino allo zero assoluto) e nel vuoto, in modo che non potessero sfiorare le pareti del 'contenitore" ed evitare che il contatto tra materia e antimateria producesse una esplosione.
La strada per arrivare a questo risultato è stata lunga. È al Cern che nel 1995 sono stati creati i primi nove atomi di anti-idrogeno. Sette anni dopo è stata prodotta la prima nuvola di anti-particelle. Il prossimo passo sarà cercare di stabilizzare ulteriormente la vita degli anti-atomi, dai due decimi di secondo ad alcune ore. «Tenerli fermi è come giocare a ping-pong senza toccare la pallina con le racchette» ha osservato Roberto Battiston, fisico dell'università di Perugia e dell'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e responsabile dell'esperimento Ams (Antimatter spectometer) guidato dal Cern, che nel 2011 andrà a caccia di antimateria nello spazio: l'obiettivo è scovare gli anti-atomi pesanti, a partire dall'anti-elio. «Se li troverà, significherà che esistono anti-stelle in anti-mondi» ha chiarito Battiston. Una «battuta» tra le stelle alla ricerca della soluzione a uno dei grandi enigmi della fisica: capire perché al momento del Big Bang, l'esplosione iniziale che ha generato l'universo, la materia prevalse sull'antimateria, sebbene entrambe fossero presenti in teoria nella stessa quantità, dunque in perfetta «simmetria».
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Maria Rosa Tomasello