«Il Signor G» torna in scena sui palcoscenici dell'Oltrepo

STRADELLA.Le prime esibizioni di Giorgio Gaber a Stradella risalgono agli anni Sessanta: lui era un giovane talento emergente, il protagonista di nuove tendenze musicali.
Quando negli anni Settanta, dall'incontro con il Piccolo Teatro di Milano, è nato 'Il Signor G", anche Broni e Voghera sono state mete ricorrenti delle tournée dell'artista. Parte da qui il progetto della Fondazione Gaber che desidera riportare il cantautore nell'Oltrepo e che, in collaborazione con i comuni di Stradella e Broni e con la Soms di Voghera, propone una serie di iniziative che si svilupperanno nei prossimi mesi.
Il progetto 'Per Gaber" sarà presentato lunedi 29 novembre alle ore 21 al Teatro Sociale in previsione del debutto di 'E pensare che c'era il pensiero", spettacolo con con Maddalena Crippa in programma presso la sala stradellina l'1 e 2 dicembre. All'incontro del 29 novembre, aperto al pubblico, interverranno la stessa Crippa, Guido Harari, autore del libro 'Gaber L'illogica utopia", Paolo Dal Bon, presidente Fondazione Gaber, i sindaci di Stradella e Broni Pierangelo Lombardi e Luigi Paroni, il presidente della Soms Voghera Vittorio Pini Piera Capitelli, dirigente scolastico. Nel corso della serata, che prevede anche la proiezione di filmati inediti, saranno illustrate le manifestazioni riservate al territorio dell'Oltrepo nella prossima primavera. Esse comprenderanno la lezione-spettacolo 'Il Signor G - Canzoni, video, letture per conoscere Giorgio Gaber" ideata, curata e condotta dal giornalista Andrea Pedrinelli per farlo conoscere ai giovani e agli studenti, ripercorrendo le tappe salienti della sua quarantennale attività e spiegando i temi e le strutture della sua opera (si terrà all'Istituto Faravelli, sedi di Stradella e Broni e alla Soms di Voghera), nonché la mostra biografica 'Qualcuno era... Giorgio Gaber" una produzione della Fondazione Giorgio Gaber in collaborazione con Provincia di Pavia, comune di Stradella, comune di Broni e Soms di Voghera. Attraverso questi materiali riemergeranno dal passato la sua voce, le sue parole, la sua immagine di scena con un inappuntabile abito scuro, felice di far spettacolo, di interpretare i monologhi e le canzoni con cui raccontava certi gustosi esercizi di misantropia, sfoghi personali, dubbi, rancori, speranze, intermittenze del cuore, pratiche collettive e personali.