Già quattro rossi, Pavia dietro la lavagna
PAVIA. Un rosso diretto, tre per somma di ammonizioni e 31 cartellini gialli totali in 12 partite: visto cosi sembra un Pavia nervoso, ma secondo i giocatori si tratta più che altro di inesperienza.
Sono 14 gli azzurri a cui l'arbitro ha mostrato almeno una volta il cartellino giallo e sono giocatori di ogni reparto, il che fa pensare a qualche fallo tattico a centrocampo per impedire agli avversari di ripartire, ma anche a qualche giallo per nervosismo. E' quasi inevitabile che i più ammoniti siano i difensori, ma in realtà la distribuzione è meno sbilanciata di quanto si potrebbe pensare. Preite e Caidi infatti hanno ricevuto quattro gialli (per Aldo due contro il Bassano), come l'esterno destro Daffara e il jolly Tarantino, a tre ci sono il centrocampista Carotti (due a Ferrara) e l'attaccante Del Sante, poi otto giocatori con uno o due gialli. Una distribuzione cosi variegata ha il vantaggio di ridurre gli squalificati.
«Qualche ammonizione è stata eccessiva, come quelle di Carotti a Ferrara, ma 31 gialli sono comunque tanti - dice il capitano Aldo Preite - . Dipendono dalla nostra mancanza d'esperienza, ma è il prezzo da pagare quando schieri tanti giovani. A volte si entra con irruenza perché si è tesi e si vuole dimostrare il proprio valore, ma abbiamo preso anche ammonizioni evitabili, come quelle per falli a centrocampo con l'avversario che dà le spalle alla porta. Sono ammonizioni che ti condizionano per tutta la partita». Per spiegare quanto conti l'esperienza Preite torna con la memoria a Ferrara: «La Spal ci ha picchiato per tutta la partita, ma alla fine noi siamo rimasti in dieci e loro no. Ci sono riusciti facendo falli a pallone lontano». Per Preite anche gli obiettivi contano: «Una squadra forte, che lotta per la promozione - spiega il centrale di difesa - è sempre più tranquilla di chi lotta per salvarsi, perché sa di essere forte e di potersi permettere qualche errore, e quindi sbaglia di meno». Gli avversari del Pavia hanno sommato nei match con gli azzurri 39 gialli e tre espulsioni: «Significa che con il nostro dinamismo - spiega Preite - li mettiamo in difficoltà. E' l'aspetto positivo dell'avere una squadra piena di giovani, che corrono e pressano».
Sulla stessa lunghezza d'onda Lorenzo Carotti: «Una media di due gialli e mezzo a partita non è bassa e deve diminuire - dice il centrocampista ex Cremonese - . A volte sono stati gialli attribuibili alla nostra ingenuità, ma siamo già cresciuti da questo punto di vista perché siamo passati dalle sei ammonizioni di Ferrara alle due di Crema, anche se i giocatori del Pergocrema ci hanno provocato per tutta la partita puntando sulla reazione istintiva».
O sulla stanchezza, come è successo a Pierangelo Tarantino, che ha ricevuto un rosso diretto contro la Cremonese. «Eravamo nel recupero e ho fatto fallo per stanchezza - ricorda il centrocampista 20enne prestato alla difesa per le assenze dei centrali - . Nessuno di noi però ha mai perso la testa. Molti gialli sono stati la conseguenza di falli tattici».
E' Tarantino il più espulso del Pavia avendo ricevuto un rosso anche a Gubbio, per somma di ammonizioni, e domenica non ci sarà perché squalificato per un turno. Eppure c'è chi sta peggio visto che il giudice sportivo ha fermato ieri cinque giocatori del Monza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Claudio Malvicini