Sakineh e figlio si autoaccusano Molti dubbi sul filmato della tv

TEHERAN.«Sono una peccatrice». Questa la 'confessione" di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, la donna condannata alla lapidazione per adulterio in Iran, che la televisione di Teheran è tornata a mostrare in una trasmissione andata in onda l'altra sera. E insieme alla sua, l'emittente ha trasmesso le 'confessioni" di suo figlio, del suo avvocato e di due tedeschi arrestati con loro il mese scorso mentre li intervistavano.
Una donna presentata come Sakineh è stata mostrata con il volto sfumato per renderlo irriconoscibile, mentre le sue dichiarazioni, fatte in lingua azera, erano sottotitolate in persiano.
Non è possibile dire se si tratti di una dichiarazione recente o meno. «Non li conosco, non devono sostenermi», ha detto l'intervistata, riferendosi alle organizzazioni per i diritti umani che si sono mobilitate per la sua salvezza.
Il figlio di Sakineh, Sajjad Ghaderzadeh, ha detto di avere «mentito» sulle torture alla madre. «Ho detto queste cose perchè consigliato dall'avvocato Javid Hutan-Kian, ma ora sono pentito», ha aggiunto il giovane. «Bugie su mio consiglio - ha detto il legale - ma l'ho fatto a fin di bene».