I cantieri e il degrado «Serve la manutenzione ci sentiamo dimenticati»
PAVIA.Vivere in una casa popolare non è facile: non è facile fare i conti con le finestre spaccate, il riscaldamento che si guasta, gli insetti che d'estate salgono dalle cantine. Non è facile telefonare per chiedere riparazioni urgenti e sentire che prima o poi qualcuno arriverà. Prima o poi. «Quando sono arrivata al Crosione 57 anni fa era diverso - racconta Agnese, operaia per quarant'anni, inquilina storica del quarto palazzo -. Le case erano piccole ma nuove. Oggi non ci sconosciamo l'uno con l'altro, le case sono rimaste piccole, ma cadono a pezzi». Agnese scende le scale della cantina e indica una striscia gialla sul muro a mezzo metro da terra: l'altro giorno pioveva e l'acqua è arrivata qui. Abbiamo dovuto chiamare i pompieri». Risaliamo in casa: doppi vetri, pavimento nuovo, porte riverniciate di fresco: «L'abbiamo fatto noi - racconta Agnese -. Tutto a spese nostre. I termosifoni nuovi no: quelli li ha messi il Comune». Usciamo: davanti alle vecchie case del Crosione stanno lavorando per costruire tre palazzi popolari nuovi. Palazzi per una città che ha fame di case a prezzi accettabili. «Si, ma ci toglieranno la luce», allarga le braccia la vicina di Agnese. (s. ro.)