Sesso e tangenti, Perla un fiume in piena

PALERMO.Perla Genovesi, ex informatrice delle forze dell'ordine, nome d'arte «Corallo», ex assistente parlamentare ed ex narcotrafficante, è un fiume in piena. E ai pm di Palermo, con cui ha iniziato a collaborare dopo l'arresto per droga, parla dei suoi rapporti col senatore del Pdl Enrico Pianetta ma anche di molto altro. Sesso a pagamento, cocaina, rapporti con politici, finanziamenti illeciti, mercato delle candidature: nelle 235 pagine dell'interrogatorio reso alla Procura c'è di tutto. La «pentita» ricorda la sua carriera a fianco di Pianetta, di cui era fidata consigliera. Racconta dei finanziamenti fatti avere proprio da Pianetta al San Raffaele e Don Verzè. Genovesi allude a somme enormi «pari a una finanziaria», spiega. «La fetta più grossa, oltre a Don Verzè, - dice - se l'era assicurata, non so in quale forma, sicuramente non in maniera diretta, il presidente Berlusconi».
Genovesi racconta, inoltre, dei suoi rapporti col ministro Renato Brunetta al quale avrebbe fatto conoscere la escort Nadia Macri. La ragazza riferi alla Genovesi di avere avuto un rapporto sessuale con Brunetta e di avere ricevuto da lui del denaro.
La donna parla anche dei suoi contatti con Sandro Bondi: «mi voleva fare andare a lavorare a Sky - dice - poi non si era arrivati a nulla. Però era nata un'amicizia e una volta mi chiese addirittura quali erano i candidabili per le politiche a Parma».
La Genovesi fa dei cenni molto confusi a una vicenda che riguarderebbe il fratello del premier Berlusconi, Paolo. «Era quello che gestiva praticamente - spiega - come si può dire tangenti, non lo so se si possono chiamare tangenti, però i furgoni camion che portavano su la merce dal meridione, gli appalti di questi camion pagavano un pizzo, pagavano dei soldi, i soldi li prendeva Paolo Berlusconi». Molto confuso anche il racconto su un presunto ricatto ideato ai danni del senatore dell'Idv Antonio Di Pietro. Genovesi racconta di averlo saputo da un uomo che indica col nome di Riccardo Ossola. «Aveva scoperto - dice ai pm - che non so chi aveva delle foto su Di Pietro che le voleva vendere, che avevano trovato Di Pietro in una casa chiusa con delle ragazzine straniere minorenni, dove andava con l'avvocato e lui le voleva vendere, alla fine le ha vendute a dei giornalisti stranieri». Alla pentita fu chiesto di contattare il premier per offrirgli le foto. La donna avrebbe chiamato la segreteria di Berlusconi. «Con chi parlò?», le chiedono i pm. «Con la segretaria di Berlusconi: Marinella - risponde - o...e mi avevano detto il nome di uno che era disposto ad incontrarli, che però gli interessavano se erano foto del Presidente, però che c'era questo qua (un senatore di cui non sa il nome ndr) disposto, che era interessato, però io a quel punto ho detto: 'guarda, lasciamo perdere"».