In aula il professor Di Giulio «Ho raccolto il contenitore Mi è subito esploso in faccia»

PAVIA.«Pensavo fosse un atto di vandalismo, ma quel contenitore, raccolto per terra, mi è esploso in faccia. Solo per miracolo non è andata peggio». Il docente universitario Andrea Di Giulio lo ha raccontato ieri mattina in aula, nel corso del processo che vede imputato Michele Santagostino, 22 anni. Il giovane di Linarolo, difeso dall'avvocato Massimo Marmonti, è accusato di avere fabbricato e piazzato, in concorso con altri amici, una bomba artigianale davanti alla casa del professore, che in questo processo si è costituito parte civile con l'avvocato Pietro Trivi per la richiesta dei danni. L'esplosione dell'ordigno artigianale aveva ferito il docente agli occhi, anche se in maniera non permanente. Ieri mattina il professore ha raccontato ai giudici la sua versione, in linea con quella dell'accusa. Quindi è stata sentita la figlia del docente, di 17 anni. Il giovane, che si è sempre difeso parlando di «uno scherzo andato oltre le intenzioni», deve infatti anche rispondere di molestie telefoniche alla ragazza, e di danneggiamenti per avere applicato del silicone sul citofono. «Pensavo, quella sera, che si trattasse di un vandalismo - ha spiegato il docente -. Mi sono affacciato alla finestra e ho visto tre ragazzi scappare. Di uno ho riconosciuto un marchio sul giubbotto. Cosi sono andato giù e ho notato un contenitore di plastica davanti alla porta. L'ho preso e dopo pochi secondi mi è esploso in faccia». (m. fio.)