«Mi hanno portato via i tre figli»


PAVIA. «I miei bambini sono la cosa più importante che ho». Un padre di 35 anni di Roncaro passa le sue giornate in Tribunale da quando, il 22 ottobre, il decreto di un giudice gli ha portato via i suoi tre figli.
Alessio Inguanta, che gestisce un bar a Pieve Porto Morone, da tre settimane è un padre disperato. Vuole raccontare la sua storia e fa appello ai giudici del Tribunale dei minori perché rivedano la loro decisione. Il 22 ottobre i servizi sociali, sulla base di un decreto, sono andati a prelevare i suoi tre figli di 7, 9 e 12 anni a scuola, per portarli in una struttura protetta. «Non sapevo nulla, perché l'avviso tramite raccomandata mi è stato notificato il 5 novembre - racconta -. Sono stato avvisato dalla scuola. E' facile immaginare come si può sentire un padre in questa situazione. I miei figli non sono più a casa e non riesco ad avere notizie di loro. Non so neanche se vanno a scuola. So solo che chiedono di me e di tornare a casa». Il padre parla nella villetta di Roncaro, dove abita con la nuova compagna e con altri 4 figli. Sul tavolo ci sono i disegni dei bambini, con le casette e i fiorellini. E messaggi di affetto, per la festa del papà. Eppure, secondo la relazione dei giudici, che parla di «grave incapacità genitoriale», Inguanta non sarebbe un buon padre. Due punti di vista con al centro gli interessi di tre minorenni. Una storia delicata, che comincia anni fa con una causa di separazione. «Dopo la fine del matrimonio con mia moglie il giudice decide di affidare i figli a lei e io contribuisco al loro mantenimento - racconta Inguanta -. Per me va bene, ma un giorno mia moglie ritorna indietro e dice che non ce la fa economicamente. Invece io ho un lavoro stabile, cosi i figli vengono a vivere con me». Della vicenda intanto si occupano anche i servizi sociali. Le loro relazioni, basate anche sulle segnalazioni della scuola, parlano di problemi di adattamento dei bambini e di difficoltà nell'apprendimento. Nel frattempo accade anche altro. Il padre resta coinvolto in un incidente stradale mentre guida un pulmino con a bordo tutti e sette i bambini, che restano lievemente feriti. E questo, per i servizi sociali, è un altro tassello che si aggiunge alle convinzioni sull'inadeguatezza del genitore. Ma i giudici tirano in ballo anche il lavoro: «Trascura i propri figli per gestire il bar».
«Non dovrebbe essere un merito il fatto di lavorare? - si chiede il genitore -. I figli vanno mantenuti, lo faccio solo per loro. A questa motivazione i servizi sociali hanno aggiunto anche il fatto che sono in terapia al centro psico-sociale di Pavia - ammette il padre -. Ma mi sto curando, e questo non a niente a che vedere con il bene che voglio ai miei figli. I servizi sociali sono stati latitanti per un anno e mezzo, quando avrei avuto bisogno di una mano. Ora che i bambini avevano recuperato una loro serenità me li portano via. Pensano davvero di fare il loro bene? Non mi fermo qui, farò di tutto per riaverli».

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Maria Fiore