Torino, dubbi sull'esecutore del delitto
TORINO.Resta ancora tassello da collocare al suo posto nel giallo del delitto di Marina Patriti, la casalinga di Bruino (Torino) scomparsa lo scorso 18 febbraio e trovata morta domenica scorsa nel giardino della casa dell'ex amante del marito, Maria Teresa Crivellari (nella foto), a Sant'Ambrogio di Torino. Una domanda è senza risposta: chi ha materialmente ucciso la donna? Crivellari si è assunta ogni responsabilità, ma gli investigatori non escludano che possa averlo fatto per tutelare il figlio, Alessandro Marella, di 20 anni, che davanti al gip si è avvalso della facoltà di non rispondere. Entrambi sono in carcere con le accuse di sequestro di persona, omicidio volontario e occultamento di cadavere, reati che vengono contestati anche ad Andrea Chiappetta e Calogero Pasqualino. I due hanno ammesso la partecipazione al sequestro della donna, ma non all'omicidio.
I dubbi riguardano anche le modalità del delitto: Marina Patriti potrebbe essere stata uccisa con un'iniezione massiccia di tranquillanti dopo essere stata costretta a scrivere un biglietto d'addio indirizzato al marito, oppure soffocata col sacchetto di plastica che ancora avvolgeva la testa quando il corpo è stato rinvenuto. Per ricostruire il puzzle, gli inquirenti stanno esaminando tutti gli elementi e le dichiarazioni, ma a fare definitiva chiarezza, oggi, sarà l'esame autoptico. È attesa per oggi anche la convalida dell'arresto di Alessandro Marella, mentre ieri il marito di Patriti, Giacomo Bellorio, ha escluso di essere indagato per l'omicidio della moglie.