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VOGHERA, LA TARGA
Dopo il 25 aprile
non si doveva più uccidere

Vorrei tentare una chiave di lettura alternativa del pensiero del senatore Tullio Montagna (Anpi provinciale) a proposito della targa ai fucilati di Voghera nel maggio 1945. Sul piano storico concordo con il suo assunto quando scrive che i morti meritano rispetto, ma non tutti possono diventare un monumento e cioè il simbolo di un valore nel quale la collettività si riconosce. Siamo sempre stati un popolo di voltagabbana nella storia... ciò è innegabile, Franza o Spagna purchè se magna. Un po' opportunisti, un po' incoerenti, abbiamo già cattivi esempi cui guardare al punto di erigere un monumento a Gaetano Bresci, assassino regicida (un eroe?), monumenti a Cesare Battisti disertore dell'esercito austro-ungarico (un esempio?), monumenti a Nino Bixio in atto di sguianare la spada, per uccidere i contadini italiani inermi a Bronte (altro eroe?).
La targa di Voghera occorre invece leggerla bene e pesare ciò che riporta. E' semplicemente una targa mortuaria e riporta la pura verità, un ricordo di persone assassinate a guerra conclusa e rigorosamente senza alcuna esaltazione di colori politici. Leggere la storia significa anche interpretare le parole di Togliatti dette al Teatro Comunale di Modena il 23 settembre 1946. Disse che gli omicidi del dopo guerra erano una macchia che bisognava cancellare. Se la cavò con un'amnistia generale che non bastò affatto a fermare gli squilibrati che si facevano chiamare partigiani. Si sparò ai civili incolpevoli sino al 1949. E Luciano Lama cercò di smorzare i toni su Repubblica scrivendo a proposito degli eccidi post 25 aprile delle parole mai sentite: Il desiderio di vendetta non è un crimine, è un risentimento. Aiutano l'odio, la paura, l'utopia.
Ma non si creda che chi scrive sia... leggo la storia più attraverso i documenti che attraverso libri faziosi. Ho simpatia per la coerenza e il coraggio degli antifascisti puri, mantenuti al confino. Ecco, costoro non hanno mai voltato gabbana, non hanno mai lucrato nulla del regime, hanno sofferto sulla loro pelle, come pure ho simpatia per il Cvl, per il Cln, per i Partigiani Bianchi, per Bonomi, Parri, Mattei, patrioti veri, non riciclati. Per il resto, preferisco il silenzio...
E, credo che qui siamo tutti d'accordo, l'Anpi prenda le distanze da codesti uccisori post 25 aprile dopo il deponete le armi nazionale. Credo che si debba condividere il ribrezzo per questa bieca operazione. Ho letto diverse sentenze del Tribunali del Popolo e tutte le condanne a morte vennero richieste a vivo furor popolare. Non so se sono stati letti gli atti di quel processo di Voghera, ma mi si permetta di dubitarne. Quelli sono i soli documenti che contano e non le parole di oggi. Qui sta il nocciolo.
Personalmente opino che i militari avrebbero dovuto essere giudicati da un tribunale militare visto che eravamo reduci da uno stato di guerra e i fatti si riferivano a tale stato. E i civili (colpe da esecuzione sommaria? ma via!) da un regolare tribunale civile, non da un tribunale del popolo. E tutti con una seria garanzia di difesa che affonda le radici nel diritto romano.
Sono passati tanti anni, l'Italia si è evoluta, gli archivi si sono aperti,le carte sono pubbliche, sono crollati regimi arrugginiti, il rosso si è sbiadito anche per il coraggioso Otello Montanari.
Non esalto nulla, senatore Montagna, richiamo anche alla sua memoria l'immortale Totò autore della splendida poesia 'A Livella che, con la sua filosofia speculare, ben si attaglia al mio pensiero. Ma ripeto, fuori dall'Anpi gli uccisori post 25 aprile di Voghera!
GianCarlo MainardiPavia

TORREVECCHIA PIA
Ambiente pulito
Crediamo nel fotovoltaico

Uno sviluppo sostenibile ed il rispetto per l'ambiente possono essere ideali condivisibili da una miriade di persone. Fortunatamente esistono anche Amministrazioni comunali che adottano questi principi e li propongono ai residenti.
Il Comune di Torrevecchia Pia ha recentemente aperto un bando per la realizzazione di un campo fotovoltaico da 999 kWp su un'area di circa 2 ettari, in località cascina Montepagano. Il termine per presentazione offerte è il giorno 16 dicembre a mezzogiorno.
Secondo l'opinione di molte persone, questo progetto non potrà che riqualificare il territorio in cui è già presente un'oasi naturale. Inoltre si spera che il progetto sia condiviso e copiato da altri Comuni in modo da donare al territorio pavese energia libera e pulita.
Massimo CarofanoTorrevecchia Pia

ANCHE A PAVIA
Per una nuova Politica
con tanta partecipazione

Negli ultimi mesi abbiamo assistito, oggigiorno di più, al penoso spettacolo che i politici stanno dando di sè un po' a tutti i livelli, ma non è su tali tematiche che vogliamo soffermarci e nemmeno sui soliti luoghi comuni che vorrebbero la sostituzione dei «vecchi» con i «giovani» o comunque eliminare dalla vita pubblica coloro che se ne occupano da «troppo tempo».
A nostro parere il problema vero della politica oggi sta nello stile e nella modalità della gestione; gli scandali e il malcostume non sono certo novità, ciò che in questi ultimi anni si è pericolosamente accentuato è il distacco della gente e l'affermarsi, sempre più radicato, di ristrette oligarchie «trasversali» che gestiscono le scelte della comunità e per la comunità.
Tutto questo non avviene solo a Roma ma anche qui, nella nostra provincia, nella nostra città. Chi fa politica deve prendere coscienza che bisogna tornare tra la gente, ricominciare a discutere, a proporre, ad ascoltare; noi non condividiamo chi fa di ogni erba un fascio, che vorrebbe «rottamare» un'intera classe politica, siamo convinti che vi siano molte persone per bene che si occupano oggi come prima della «res publica» ed è a costoro che ci rivolgiamo, come a tutti i cittadini, dicendo: ridestiamoci.
Riteniamo inutile e dannoso perseguire una cultura del negativo, criticare è giusto e opportuno ma è altrettanto importante costruire, promuovere una cultura del positivo promuovendo un «ottimismo sull'esistente».
Una cosa però riteniamo che sia da combattere ovvero l'atteggiamento e la cultura delle «oligarchie», di chi ritiene di poter decidere tutto al di sopra di tutto e di tutti; questa non è la nostra cultura; vogliamo promuovere una mentalità nuova, quella della partecipazione e del rispetto, della ricerca del consenso sulle cose concrete, sulle risposte ai veri bisogni delle Persone e del Territorio; cominciamo noi, qui, ora; se Roma è lontana, Pavia è vicina ed è la nostra città, di tutti.
Associazione PolisPavia

ROBBIO, LA RICHIESTA
Spendete bene i soldi
ma nelle strade con necessità

Leggo sulla Provincia pavese del 7 novembre un trafiletto su un attraversamento pedonale che l'Amministrazione comunale di Robbio intende realizzare in via Palestro colorato di rosso. Ebbene, in quella posizione esiste già un semaforo a disposizione della ditta Toscana Gomma, con tempi lunghissimi di attesa per gli utenti della strada, quindi a mio avviso vengono spesi soldi inutilmente anche perché il traffico in quella zona è veramente poco.
Sarebbe meglio se questa Amministrazione spendesse i soldi, magari, in zone dove hanno rilasciato concessioni edilizie, su una strada nata con lo scarico di asfalto tolto dal paese nel periodo della metanizzazione, molti anni fa, senza illuminazione pubblica, con presenza di rovi ed erbacce e con buche che quando piove a piedi non si può passare. In compenso hanno dato il nome a questa «strada e numeri civici».
Tutti i residenti hanno in qualche modo parlato con gli amministratori di maggioranza e io ne ho parlato anche con esponenti di minoranza. Purtroppo anche loro, come gli esponenti della maggioranza non importa, niente dei cittadini. E quel che è peggio non è regolamentata con cartelli stradali. Prima o poi succederà qualche incidente e per me saranno loro i responsabili di tutto ciò.
Certo, chi abita in questa zona non si chiamano come il titolare della Toscana Gomma dove con uno schiocco di dita tutti accorrono.

Fabrizio Ghibriali   Robbio