«Ora dicano come è caduta mia moglie»
PAVIA.Una feritoia stretta e lunga nell'atrio accanto all'ascensore. La paziente di 26 anni, fuggita dalla clinica psichiatrica sabato pomeriggio, deve aver pensato che sotto non ci fosse il vuoto. Che non ci fossero cinque metri, prima di precipitare sul terrapieno tra palazzo Forlanini e il retro delle cucine al San Matteo.
«Quella finestra non ha nemmeno il vetro - obietta Saleh M., il marito della donna rimasta gravemente ferita nella caduta -. E poi come è possibile che mia moglie sia sfuggita cosi al controllo del personale del reparto? Chi è ricoverato in Psichiatria non dovrebbe essere sorvegliato?»
Sulla vicenda il posto di polizia interno al San Matteo ha effettuato i primi accertamenti. Ma anche il marito della donna, di origini marocchine, chiede chiarimenti. E annuncia un esposto contro la struttura.
«Abbiamo ricostruito attraverso i racconti del personale presente e del medico di guardia quanto è accaduto sabato - spiega Domenico Vlacos, direttore sanitario dell'Azienda Ospedaliera, da cui dipende la struttura di Psichiatria -. La porta è stata aperta a forza da un paziente robusto che, prendendola a calci, ha messo fuori uso i magneti della chiusura. E' stata una questione di attimi. E la donna ricoverata ne ha approfittato per fuggire. E' stata inseguita dal personale che però non è riuscito a fermarla in tempo».
«Io sospetto piuttosto che la porta, chiusa a chiave, fosse rimasta aperta per sbaglio o che sia stato schiacciato il tasto per aprirla aprofittando di una distrazione del personale» ipotizza il marito.
Uscendo dalla Psichiatria - al primo piano del Forlanini - la paziente ha imboccato il corridoio. Due-tre metri e quindi la prima porta a sinistra che immette nel piccolo atrio di un ascensore. Li c'è la feritoia nel muro, anche piuttosto alta. Ma lei è riuscita ad arrampicarsi e a saltare. Forse ignorando il volo che l'attendeva. E' stata soccorso dai dipendenti delle cucine che hanno chiamato il 118. E' probabile che non volesse tentare un gesto disperato ma solo allontanarsi dalla struttura. «Era stata ricoverata con il suo consenso perché stata attravrsando un periodo difficile - dice il marito, con cui è sposata da un paio di mesi - ma nell'ultima telefonata che mi ha fatto mi ha detto che voleva uscire, che non stava bene».
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Maria Grazia Piccaluga