Il dibattito a Palazzo non scalda la città
PAVIA.«Era meglio stare a casa a guardare Saviano»: una donna lascia il Comune 10 minuti dopo essere entrata. Il Consiglio aperto sulla'ndrangheta non ha sconfitto la televisione che, su Rai 3, trattava di argomenti con piglio diverso. Non c'era ieri sera in Comune la folla che ha seguito proprio Saviano in Università. Ieri sera chi aveva fatto la fila per ore per ascoltare il dibattito sulla legalità e le infiltrazioni mafiose non è uscito di casa. «Dovremmo chiederci perchè. Il problema resta»: dice un militante Pd. In effetti non fosse stato per il principio di parapiglia (ma senza eccessi, se non nel tono della voce) del Cub (Confederazione unitaria di Base), non ci sarebbe stato altro fremito che quello di una serata umida. Due sale per ospitare il pubblico, un nutrito schieramento di forze dell'ordine compreso un drappello di agenti della polizia municipale in borghese a controllare l'accesso allo scalone: c'è chi prevedeva tensione per cosa sarebbe emerso dal Consiglio. Ma cosi non è stato. Più giornalisti, carabinieri, poliziotti e vigili che cittadini. D'un tratto però qualcuno urla nell'atrio. «Fateci salire, è nostro diritto, è un'assemblea pubblica». «Siamo cittadini pavesi, questo è il Comune, la casa di tutti». 10-12 persone alimentano il dialogo con vigili e carabinieri davanti alla transenna che blocca lo scalone. Tra loro il pugnace Pasquale di Tommaso del Cub che inizia a distribuire volantini. «Via alla criminalità: partiamo dagli appalti pubblici». Il tema: fissare tetti minimi per l'assegnazione degli appalti pubblici. «Solo cosi - recita il volantino - si può garantire non solo i lavoratori, ma anche la trasparenza e concorrenza, ma anche allontanare aziende legate alla criminalità». Il Cub lancia il suo appello: ieri sera amplificato dallo screzio sulla possibilità di assistere al Consiglio nella sala del Consiglio. Alla fine è sceso l'assessore Luigi Greco a mediare con il gruppo di manifestanti. Trattativa a buon fine: tutti sono saliti a ingolfare un poco di più lo spazio destinato al pubblico. Già in parte occupato dalla stampa. Intanto Sandro Bruni, capogruppo del Pdl stava leggendo gli atti della relazione preparata dalla commissione antimafia. Tra il pubblico faceva più notizia il rientro dei ribelli. (f. g.)