Pavia, Persico ritrova il passo

PAVIA. E' vero che è uscito per cinque falli, ma almeno a Treviglio Edoardo Persico ha giocato quasi 30'. Il pivot di Pavia ha dato il suo apporto sino a due minuti dalla sirena raccogliendo 8 punti e 9 rimbalzi, peccato solo per il terzo ko consecutivo. I problemi di falli hanno penalizzato ancora una volta la squadra di Baldiraghi, che nel finale punto a punto ha pagato pegno (68-63), ma Edoardo è rimasto in campo più che nelle altre partite della stagione. Con gli arbitri però continua a non avere feeling: «A Treviglio - dice il pivot - l'ultimo fallo l'ho fatto con il mento».
«La mia prestazione è una magra soddisfazione - spiega Persico - perché avrei preferito vincere e uscire per falli, piuttosto che il contrario. E comunque l'arbitraggio è stato sufficiente fino ai minuti finali, quando tutta la squadra è stata penalizzata da decisioni discutibili, che hanno pesato proprio perché arrivati quando si decideva la sfida. Qualche fallo che mi hanno fischiato c'era, ma il quinto è stato perlomeno curioso. E' la prima volta in tutta la mia carriera che vengo penalizzato per un contatto col mento».
Persico da inizio stagione in campo c'è stato pochissimo, con il picco negativo del match con Torino, quando il quinto fallo gli è stato fischiato dopo 13 minuti di utilizzo. «Quello che non mi va giù - sottolinea il centro - è che spesso mi vengono fischiati anche i sospiri e poi mi capita di vedere giocatori come Masper o Conti che parlano e fanno delle sceneggiate, ma non vengono sanzionati. Mi chiedo se devo aspettare di giocare altri dieci anni prima di poter essere trattato allo stesso modo». E la squadra? Dopo tre sconfitte consecutive il rischio è che Pavia perda la fiducia data dalle prime quattro vittorie consecutive. «Se quando vincevamo il campionato era lungo, ora che perdiamo il campionato è ancora più lungo e non dobbiamo perdere fiducia - dice - . Dobbiamo essere consci che ce la siamo giocata sempre, e solo con Perugia, che è capolista, abbiamo perso con un disavanzo superiore ai dieci punti. Io credo che se gli avversari hanno magari qualcosa in più alla voce talento, noi dobbiamo compensare con il carattere e la grinta, tornando alla condizione fisica di inizio stagione, che aveva aiutato moltissimo. Il PalaRavizza deve diventare un fortino, a cominciare dal match di domenica con Trieste». (m.sc.)