Ultime mosse, Berlusconi a fine corsa
ROMA.Che lo voglia o no, la palla è nel campo di Berlusconi. E i finiani tornano in finestra a gustarsi lo spettacolo. La partita a scacchi continua, ma siamo agli sgoccioli, alle ultime mosse. Quanto può durare ancora il governo? In pochi scommettono sulla possibilità che il Cavaliere, come si diceva nella prima Repubblica, possa mangiare il panettone.
Fra i fedelissimi del presidente della Camera il calendario delle prossime mosse è già scritto. «Se Berlusconi fa una conferenza stampa in cui rigetta le condizioni di Fini e dice che non si dimette in ogni caso - chiarisce uno dei suoi collaboratori - il giorno dopo i nostri ministri e sottosegretari escono dal governo». Diverso è il caso se il Cavaliere, al di là dei proclami dei suoi colonnelli, non dice un «no» esplicito e si limita a sfidare Futuro e libertà a un voto contrario in Parlamento, come ha fatto ieri a caldo. Una risposta che i finiani giudicano come interlocutoria. In quel caso, non saranno loro a premere sull'acceleratore, anche se appare a tutti chiaro che la benzina nel serbatoio del governo è ormai esaurita e non permetterà di andare molto lontano.
Insomma, anche quella che comincia oggi potrebbe essere la settimana decisiva per il quarto governo Berlusconi. Di certo è difficile che possa approdare a gennaio. Dopo le parole di Fini da ieri l'esecutivo non ha una propria maggioranza autonoma, è in sostanza uno zombie che cammina.
Restano due incognite significative: cosa farà la Lega di Bossi e se, quanto e in che direzione Berlusconi vorrà forzare la mano. Messo con le spalle al muro, senza uno scudo per i processi che lo attendono, il Cavaliere potrebbe infatti anche essere tentato da mosse azzardate.
C'è però da giurare che alla finestra in questi giorni ci sarà un altro spettatore, interessato e particolarmente preoccupato, Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato potrebbe essere entro breve tempo investito da una crisi di governo che si annuncia fra le più delicate e difficili degli ultimi decenni. Quella che potrebbe chiudere la stagione del berlusconismo. Per questo il Quirinale non intende fare passi falsi e forzature. Ma non intende neanche delegare alle proprie prerogative, prima fra tutte quella di decidere se e quando sciogliere le Camere e rimandare gli italiani a votare.
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Andrea Palombi