Il giallo della collana regalata a Ruby e fatta sparire


ROMA.Un furto, anzi due e due denunce, una ritirata e una tardiva. Una spy-story che ruota intorno alla collana di Damiani regalata dal premier alla escort marocchina Ruby Rubacuori, in arte Karima el Mahrug. Collana che comunque esiste, e di cui i carabinieri hanno trovato traccia in foto nei file del pc di Ruby. Il primo presunto furto viene denunciato da Ruby il 27 luglio. La ragazza chiama il proprio avvocato e gli dice che al Kinderheim, la casa-famiglia alla quale era stata affidata dal tribunale di Milano, le hanno rubato i gioielli. Tra questi anche la collana di Damiani che le era stata regalata dal premier il 14 febbraio al festino di Arcore. La ragazza si rivolge ai carabinieri, e lei denuncia che nella notte qualcuno ha 'sfondato" la porta della sua camera e ha portato via i gioielli. Passa qualche giorno e la stessa Ruby trova sotterrati in giardino i suoi monili. Per lo più è bigiotteria scadente, perché la collana di Damiani è sparita assieme a un Rolex d'oro giallo e brillanti. Ciononostante, Ruby ritira la denuncia. Passa un mese: dal Kinderheim Ruby sparisce. La direttrice va dai carabinieri e denuncia la scomparsa della ragazza ma non si ferma li. Denuncia anche un furto avvenuto al distaccamento della casa-famiglia a Pieve Ligure, a pochi chilometri dalla sede principale di Sant'Ilario. Il furto però, secondo quanto denunciato dalla direttrice, è avvenuto nella prima settimana di agosto e le ragazze, alle quali guarda caso sono stati rubati i gioielli, hanno visto un uomo «con una tuta nera e il casco in testa» che si aggirava per la casa-famiglia. Una cosa che non ha inquietato affatto, visto che la direttrice denuncia la questione solo venti giorni dopo. La collana non si trova. Chi aveva interesse a farla sparire?
Sempre sul fronte escort, sarebbero decine le foto scattate dalle ragazze (spesso con i cellulari) ospiti alle feste organizzate dal premier nelle sue residenze. Immagini e filmati già custoditi nei cassetti di alcuni giornali, pronti a essere lanciati in edicola. Foto scottanti, che metterebbero 'a nudo" (è proprio il caso di dirlo) quanto accade dietro le quinte dell'entourage del premier. Che ora - ipotizzano in molti - potrebbe essere ricattabile. E alla base di questa ipotesi c'è la convocazione del Copasir (Comitato di controllo sui servizi segreti) di Berlusconi, contestata dal Pdl, ma sulla quale il presidente D'Alema non ha intenzione di mollare. Dal Pdl ieri è stato Maurizio Gasparri ad attaccare l'ex presidente del consiglio: «D'alema privilegia un uso assai opinabile delle sue funzioni». A stretto giro di posta la risposta dei capigruppo del Pd di Camera e Senato Anna Finocchiaro e Dario Franceschini: «Il presidente del consiglio ha la responsabilità generale dei servizi di sicurezza. Per questo se il Copasir lo convoca egli ha il dovere di onorare nei confronti del Parlamento e del Paese, la convocazione. D'Alema fa solo il suo dovere».

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Paolo Carletti