Garlasco, abusi sulla figlia degli amici
GARLASCO. «Sali che ti accompagno a lezione di musica». Cosi l'amico di famiglia 59enne ha convinto la ragazzina di 12 anni ad accettare un passaggio in macchina. Poi l'ha portata in campagna per abusare di lei: è stato condannato a 4 anni e sei mesi di carcere.
Secondo le accuse, G. P. P. ha abusato della ragazzina anche in altre occasioni, per un periodo di circa due anni. Aveva instaurato con lei un rapporto di fiducia che ha convinto la giovanissima studentessa a salire spesso sulla sua auto - 'Ti accompagno lezione di musica, ti faccio usare il mio computer" - finché appunto non c'era stata la prima violenza sessuale.
La ragazzina ne ha subite altre, prima di avere il coraggio di raccontare tutto ai famigliari che si sono rivolti ai carabinieri. L'operaio 59enne era stato fermato l'11 novembre dello scorso anno con accuse pesanti: violenza sessuale aggravata dall'aver compiuto gli abusi su una persona di un'età inferiore ai 14 anni. Ha ammesso le sue responsabilità, quindi gli sono state concesse le attenuanti generiche equivalenti però alle aggravanti: G. P. P. infatti era già stato condannato in passato due volte, per quelli che il vecchio codice penale chiamava 'atti di libidine violenta".
Il processo di primo grado si è concluso ieri in tribunale a Vigevano, davanti al giudice dell'udienza preliminare Stefano Vitelli. Attraverso il suo legale, l'imputato ha chiesto di poter essere giudicato con l'abbreviato, rito alternativo a quello ordinario che garantisce lo sconto fino a un terzo della pena in caso di condanna.
Il reato di cui il 59enne amico di famiglia della vittima era accusato viene punito, se la persona oggetto di violenza sessuale ha meno di 14 anni, con una pena che può variare dai 6 ai 12 anni di carcere. La vicenda processuale in primo grado si è conclusa dunque con una condanna a a 4 anni e sei mesi per l'uomo che ha ammesso le sue colpe.
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Anna Mangiarotti