«Premier a casa», Bersani lancia la piazza
ROMA.Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, annuncerà oggi, in occasione dell'assemblea dei circoli del Pd, una manifestazione di piazza contro il governo. La mobilitazione dovrebbe avvenire al termine della campagna di 'porta a porta" che i Democratici faranno a novembre per denunciare che è ormai ora che il governo vada a casa. Nel frattempo ieri sera a Firenze si sono però incontrati i cosiddetti 'rottamatori", il movimento di chi, all'interno del Pd, spinge a far fuori, senza eccezioni, la vecchia guardia di dirigenti.
Non c'era nessuna bandiera di partito ieri sera, di quel Pd nel quale gli organizzatori della convention, Matteo Renzi, sindaco di Firenze, e Pippo Civati, consigliere regionale lombardo, dicono di voler restare, anzi «minacciano» di restare, ma che vogliono completamente nuovo. E per il quale, magari proprio a partire da questa manifestazione, sperano di trovare un nuovo o una nuova leader. Del resto qui il segretario Pier Luigi Bersani non verrà, nonostante il caffè preso mercoledi con Renzi a Roma. Ma poco importa. Se infatti Bersani, con l'annuncio di una manifestazione di piazza contro il governo, o anche le decisioni di Perugia dei finiani ruberanno un po' la scena ai 'rottamatori", loro non sembrano curarsene troppo: dopo tante polemiche, le critiche ricevute dai dirigenti del partito che vogliono per l'appunto 'rottamare", Renzi e Civati ieri sera hanno dato il via a quello che tutto è meno che un congresso di partito o di una corrente. «Al passato grazie, al futuro si», era scritto all'ingresso della Stazione Leopolda. Un grazie con il quale, forse, vogliono smorzare le polemiche ma senza fare neppure un passo indietro perchè per loro c'è solo «il futuro» del Pd.
Solo cinque minuti per ogni intervento, aspettando su una panchina, «il simbolo - dice Civati - di una generazione che aspetta il proprio turno». Tanti amministratori, sindaci di piccoli comuni, consiglieri comunali e di quartiere che per Renzi rappresentano la voglia di fare politica. Non importa l'età. E in effetti, in platea, ci sono anche tanti capelli bianchi. Renzi e Civati, quasi come due dj, parleranno domenica, ma intanto mettono brani musicali, fanno partire video. La nuova generazione non voleva un congresso, non voleva interventi di big che potessero 'distrarre" i partecipanti ma anche i giornalisti. E l'obiettivo sembra raggiunto. L'altro è vincere le elezioni, magari facendo «un pò di discussione prima», invece di stare «tutti buoni, tutti insieme, e poi perderle», ha detto Renzi. «Litighiamo quando c'è da litigare sulle cose vere, non dopo che abbiamo vinto le elezioni» altrimenti «rischiamo di fare la fine dell'Unione». Vogliamo cambiare non solo le facce «di chi sta li da 30 anni», ma anche provare «a cambiare le idee e portare speranza», ha proseguito il sindaco. «La politica italiana merita di più del bunga bunga e delle società offshore.