«Troppe fibrillazioni politiche»


ROMA. Il governo può fermarsi a Perugia. Lo sa bene anche Napolitano che avverte di essere «consapevole di quali gravi fibrillazioni e incertezze politiche e istituzionali il paese stia soffrendo».
Il capo dello Stato, tornato da pochi giorni dal viaggio in Cina, ha a cuore le sorti del paese e, guardando alla difficile situazione nella maggioranza, chiede che il paese «non dia adito a dubbi sulla sua tenuta e sulla sua stabilità». Parole che Gianfranco Fini non potrà certamente ignorare nella presentazione del «Manifesto per l'Italia», che domani a Perugia sancirà la nascita del suo nuovo partito.
«Ho le idee chiare, ma ascolterò la base», ha detto il presidente della Camera ai suoi fedelissimi riuniti ieri dopo il discorso di Berlusconi alla direzione del Pdl. Pur con sfumature diverse le reazioni dei finiani hanno concordato nella delusione per il discorso del Cavaliere, anche se le colombe spingono per non far precipitare le cose. Napolitano ieri ha dato una mano a chi non vuole rompere ma certo non aiuta l'ironia del premier che a proposito del rapporto con Futuro e Libertà ha liquidato i cronisti con una battuta: «Dell'umidità parliamo un'altra volta», che certo non contribuirà a rasserenare il clima.
Il premier punta a rovesciare tutta la responsabilità dell'eventuale rottura su Fli e, nella guerra di posizione, conta sulle divisioni tra l'ala radicale di Bocchino, Granata e Briguglio, che mettono in conto l'uscita dal governo con l'appoggio esterno, e chi invece chiede di non lasciar cadere nel vuoto le «aperture» di Berlusconi per un rinnovato patto di legislatura. Nessuno parla di rottura definitiva ma c'è il rischio che ipotesi come l'appoggio esterno portino a un voto anticipato al quale un partito ancora in culla non è pronto. Su questa eventualità sia Berlusconi sia Bossi sembrano essere decisi a non dare alternative. E' l'argomento che l'ala moderata rappresentata da Moffa, Viespoli e Menia, adopera per suggerire un'altra strada: spingere sulla road map delle riforme e archiviare più gradualmente la stagione del Cavaliere senza strappi o fratture irreversibili. Nessuno pensa in ogni caso che la legislatura possa arrivare al suo compimento naturale, le differenze sono solo di tattica.
Quali siano le «idee chiare» di Fini è difficile prevederlo. Di sicuro quando dice di voler ascoltare la base, sa che dal territorio e dai militanti è molto forte la richiesta di chiudere subito con la stagione berlusconiana e ridare fiato alla destra legalitaria e repubblicana. Si sono già fatti sentire rumorosamente sui forum dei siti internet della galassia finiana, e oggi e domani sbarcheranno a Bastia Umbra in massa. Ottomila le adesioni, oltre ogni aspettativa, fra cui moltissimi giovani che lo stesso Fini incontrerà questa sera in un'iniziativa specifica. Il presidente della Camera avverte comunque tutti, ultrà e colombe: «In un momento cruciale come la nascita di un nuovo partito è indispensabile il massimo dell'unità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Nicola Corda