Dietro Bertolaso una scia di ombre
ROMA.Può Superman andare in pensione? Ovviamente no e dunque si può esser sicuri che anche se Guido Bertolaso lascia la guida della Protezione civile a partire dall'11 novembre, il chirurgo d'emergenza del governo per terremoti, disastri, alluvioni, di acqua o spazzatura non infilerà le pantofole.
Il suo posto verrà preso dal prefetto Franco Gabrielli, ex capo dell'Aisi (l'Agenzia per la sicurezza interna) e attualmente numero due dell'apparato di emergenza dal Paese.
Nel bene e nel male Guido Bertolaso è stato per dieci anni un personaggio unico. Controverso si, ma non si può negare che abbia messo su un'agenzia di pronto intervento che conta migliaia di volontari, una obiettiva buona capacità di intervento che ha dato ottime prove in circostanze difficili. Una parabola che sarebbe stata ancora più brillante se il secondo periodo della sua gestione non fosse stato irrimediabilmente condizionato dalle esigenze di comunicazione vincente a tutti i costi del presidente del consiglio Berlusconi.
Quando Berlusconi ha voluto lustrare la sua immagine con il presunto miracolo della pulizia di Napoli, Bertolaso ne ha assecondato i desideri oltre misura e se oggi nelle strade napoletane i sacchetti di spazzatura continuano ad accumularsi, evidentemente il problema del tutto risolto non era.
Berlusconi però ha capito che un apparato di Protezione Civile onnipotente, in grado di intervenire nelle emergenze e derogando quanto più possibile alle procedure ordinarie, sarebbe stato per lui un veicolo di propaganda straordinario per il governo. Cosi è stato nel caso del terremoto dell'Aquila e cosi è stato, via via, quando alla Protezione Civile, sempre in nome dell'emergenza, è stata affidata perfino la gestione dei cosiddetti Grandi Eventi, dalle regate di Coppa America in Sardegna, al G8 fino ai campionati mondiali di nuoto. La coppia B & B ha marciato di conserva. Bertolaso ha assicurato a Berlusconi la visibilità dei suoi interventi di pronto soccorso e Berlusconi ha messo in mano a Bertolaso una macchina da guerra fuori da ogni controllo. Il giocattolo si è rotto quando le inchieste della magistratura hanno fatto emergere gli Anemone e i Balducci, quel sottobosco di favori, appalti e subappalti, scambi di prestazioni in denaro, sesso, gaie festicciole, che continua ad allietare la corte del premier.
Ora Bertolaso si sgancia e tutto sommato senza nemmeno troppi danni. E' il momento giusto per ritirarsi, almeno per un po', mentre il suo principale è alle prese con problemi che forse manderanno, anche lui, in pensione.
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Luigi Irdi