Sulla finanziaria prove di nuova maggioranza


ROMA.La guerriglia dei finiani fa saltare la prima mina. In commissione Bilancio, dove si vota la finanziaria, il governo viene messo sotto su un emendamento proposto dall'Udc e Mpa sui fondi Fas e votato anche dai finiani, dal Pd e l'Italia dei Valori. I numeri della commissione per Pdl e Lega sono a questo punto sempre a rischio minoranza e per il viceministro Vegas scatta l'allarme conti. I finiani avvertono che sono pronti ad altre modifiche e non cedono: «Governo presuntuoso, dice Nino Lo Presti, non hanno alcun rispetto del Parlamento e se hanno intenzione di mettere la fiducia sul testo della commissione, alzeremo le barricate».
Qualcuno definisce quello della finanziaria non uno scivolone ma una prova di ‘governo tecnico', un segnale da far arrivare anche al capo dello Stato. Nei giorni scorsi una riunione del cosiddetto terzo Polo (Fli, Mpa, Udc, Api) aveva messo a punto una serie di modifiche per il testo governativo. Ieri l'asse con le opposizioni e lo stesso potrebbe accadere per circa una decina delle settanta votazioni previste.
«La maggioranza non c'è, è bene che se prenda atto» dice il capogruppo del Pd Franceschini. L'opposizione punta il dito contro «gli artifizi contabili di Tremonti» e annuncia battaglia. Già, perché la corrida prosegue e altre sorprese sono annunciate in una convocazione notturna per la commissione, con gli autonomisti siciliani che avvertono: «Il sud non farà sconti». Oggi dovrebbe concludersi l'esame e il testo del governo potrebbe uscire stravolto con i conti tutti da rifare.
La maggioranza inedita della commissione può reggere un governo? «Siamo convinti che ci sia una maggioranza sia alla Camera che al Senato per un governo alternativo che si occupi dei problemi del paese» dice il capogruppo di Fli Bocchino. Ma Di Pietro chiede a Fini più coraggio. «È una questione di responsabilità nazionale, ognuno si prenda le sue» incalza Bersani.

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Nicola Corda