«Italiani dietro i pacchi bomba»


ROMA. Apparentemente era un codice di legge in lingua greca. All'interno nascondeva un congegno pronto ad esplodere. Era indirizzato al premier Silvio Berlusconi, uno dei pacchi-bomba che martedi hanno scatenato il panico nei cieli d'Europa. Spediti da Atene, ne sono stati intercettati undici: uno era diretto alla cancelleria tedesca Angela Merkel, un altro al presidente francese Nicolas Sarkozy. Tutti sono stati scoperti prima di giungere a destinazione.
«Chi doveva maneggiare il pacco avrebbe potuto riportare conseguenze anche serie per l'incolumità fisica». Parole chiare che non lasciano spazio a dubbi quelle del pm Valter Giovannini del pool antiterrorismo di Bologna, la città dove martedi alle 22.25 è stato fatto atterrare in emergenza il cargo della Tnt, in viaggio da Atene a Parigi. La procura ha aperto un'inchiesta per il reato di «attentato con finalità di terrorismo o di eversione».
Secondo una prima ricostruzione, il plico pesava circa due chili, recava l'indirizzo «Palazzo Chigi-Roma» ed era indirizzato proprio a Berlusconi. Ad avvisare il pilota del cargo che a bordo poteva esserci un pacco-bomba sarebbe stata la stessa compagnia di spedizione. La Tnt, dopo che era stato intercettato quello diretto alla cancelliera tedesca, ha disposto ulteriori controlli sulla merce partita da Atene e dalla verifica è saltato fuori quel plico indirizzato a Berlusconi. L'emergenza è scattata quando il politico greco, il cui nome compariva come mittente, ha detto di non aver spedito nulla al premier italiano. A quel punto, è stato deciso di far atterrare l'aereo il prima possibile ed è stata scelta Bologna. Lo scalo «Marconi» è stato chiuso e il cargo sistemato in una zona lontana dai terminal. Sono intervenuti gli artificeri che davanti al pm hanno aperto il plico. C'è stata una fiammata che, secondo gli esperti, avrebbe potuto ferire se il pacco fosse stato maneggiato senza precauzioni.
Ora a caccia ai terroristi. La pista seguita, anche a livello internazionale, è quella degli anarco-insurrezionalisti greci. La Digos è in costante contatto con le autorità di polizia di Atene, mentre in Italia già da ieri, il ministro degli Interni Roberto Maroni ho intensificato i controlli negli scali aerei. Il ministro ha detto di non poter escludere al momento che «nella vicenda dei pacchi esplosivi siano coinvolti gli anarchici italiani, visti i noti rapporti di collaborazioni tra i gruppi anarchici di Italia e Grecia». Dell'allarme si occuperà anche il Copasir. Il presidente Massimo D'Alema ha annunciato le audizioni dei capi dei servizi. La minaccia, ha aggiunto «esiste e dobbiamo vedere se ci sono collegamenti tra il terrorismo internazionale e gli anarchici».

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Fiammetta Cupellaro