Da sabato il postino non suonerà più

VOGHERA. Gli abbonati alle decine di riviste che sono in edicola il venerdi e arrivano a casa il sabato saranno i più delusi. Da ieri le Poste non recapitano più il sabato. Nuovi orari (più lunghi) e nuovi giri (più larghi) per i postini oltrepadani. E' partita la sperimentazione destinata a diventare il nuovo sistema di recapito su 5 giorni.
Ed è iniziato con diversi problemi, perché Poste italiane è sotto organico a Voghera e Broni e ha postini in eccesso a Casteggio.
«Si, ci sono problemi - ammette Maurizio Dassù, segretario provinciale di Cisl Poste - ieri a Voghera c'era due zone scoperte. Una è stata seguita dal caposquadra, l'altra è stata garantita dagli altri colleghi».
Il piano di Poste italiane è stato dichiarato da tempo: «Con le mail e internet si spedisce sempre meno materiale, quindi il servizio tradizionale non può più essere garantito».
Chi soffrirà maggiormente sono gli abbonati ai giornali quotidiani, anche se per loro è stata garantita la consegna almeno fino a fine anno. Poi si vedrà.
I cambiamenti sono semplici per gli utenti, ma i disagi non sono ancora calcolabili. Per molti - che lavorano dal lunedi al venerdi - il sabato era l'unica occasione di incrociare il postino. D'ora in poi non lo vedranno più.
Per i postini cambia l'orario di lavoro. Prima erano sei ore al giorno per sei giorni, ora 7 ore e 12 minuti per cinque giorni. Da ieri sono cambiate le zone. Nelle città sono diventate più grandi, cosi molti non vedranno più il solito postino.
Per i sindacati il cambio è quasi inevitabile. «Poste italiane sta in piedi grazie agli altri servizi, da Banco Posta alla telefonia mobile. Chi ha puntato tutto sul recapito oggi è in crisi nera», riprende Dassù.
L'Oltrepo da ieri fa da capofila. Solo a Varzi, per ora, il servizio continuerà sei giorni la settimana.
A Pavia il cambio è programmato tra tre settimane, a partire dal prossimo 22 di novembre. (c.e.g.)