«Sakineh oggi dal boia»

TEHERAN.Sakineh Ashtiani potrebbe essere giustiziata oggi: non più lapidata, ma impiccata. Ad annunciare che per la donna iraniana di 43 anni, condannata a morte per adulterio e per la presunta complicità nell'assassinio del marito, potrebbe essere arrivato il momento del boia è stato il Comitato internazionale contro la lapidazione. Grave preoccupazione per la sorte della donna è stata espressa dall'Unione europea, che ha parlato di «informazioni» circa una «esecuzione imminente». Manifestazioni di protesta sono in programma oggi davanti all'ambasciata iraniana a Parigi e al Parlamento europeo, a Bruxelles.
Un appello per la salvezza della donna è stato lanciato ieri dai ministri degli Esteri, Franco Frattini, e per le Pari opportunità Mara Carfagna: «Non contro l'Iran, ma per la vita di Sakineh. Un riscontro positivo aiuterebbe quella fiducia reciproca che l'Italia sta cercando di ripristinare con l'Iran». Frattini, tuttavia, ha sottolineato che non esistono conferme ufficiali. La notizia della possibile esecuzione ha suscitato l'indignazione internazionale, ma il vice ministro degli Esteri ha ribadito la posizione del regime: «L'Iran» ha detto Hassan Qashqavi, «difende la vittima e la sua famiglia, mentre l'Occidente difende chi ha recato l'offesa». Attorno alla vicenda il clima è sempre più pesante. Ieri è stato arrestato l'avvocato dei due giornalisti tedeschi finiti in manette mentre intervistavano il figlio e il legale di Sakineh (anche loro arrestati). Il comitato «Neda Days» ha tuttavia annunciato di aver trovato un altro avvocato per Sakineh, una donna iraniana che sarà aiutata dal penalista italiano, Bruno Malattia. Dalla Gran Bretagna, il Foreign Office ha definito la possibile impiccagione di Sakineh «un atto vergognoso». «Indignazione» è stata espressa dal ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, mentre appelli a governo e Ue sono arrivati da Pd e IdV.