«Cinquemila euro? Li ho avuti da Mora»
GENOVA.Sospetti e coincidenze nella vicenda di Ruby, la giovane marocchina coinvolta nell'inchiesta della procura milanese. Coincidenze. A partire dall'identità del «facoltoso imprenditore genovese» che venne pizzicato dalla polizia in macchina con Ruby in piazza Caricamento a Genova, nel settembre scorso. Un caso, ma il cognome dell'imprenditore, Silvestri, è identico a quello di un personaggio, anch'esso genovese, coinvolto in Vallettopoli. L'identità dell'uomo resta nascosta nel verbale redatto dagli uomini dell'Upg che quella notte fermarono l'Audi dell'imprenditore. A bordo il 44enne Silvestri e una ragazzina, Ruby, che in borsa ha 5000 euro in biglietti da 500. Un po' troppi. Vengono chieste spiegazioni all'uomo. L'uomo dice di aver conosciuto la ragazza nella discoteca Albikokka di Genova. Si erano scambiati il cellulare e dopo qualche messaggio si erano incontrati. Dopo quella volta, l'imprenditore accompagna spesso Ruby a Milano2 dove la ragazza riceveva denaro, dice, dal segretario di Lele Mora. L'uomo sostiene di non aver saputo cosa andasse a fare la ragazza a Milano né che fosse minorenne. Una volta firmato il verbale, l'uomo e la ragazzina con cinquemila euro in borsa vengono lasciati andare. Il verbale prenderà, 15 giorni dopo, la via di Milano e sarà acquisito al fascicolo dell'inchiesta.
Intanto Ruby, che oggi diventa maggiorenne e non si troverebbe più a Genova, ha un nuovo avvocato, Massimo Dinoia, già difensore di Sofri e Di Pietro. «È stata sentita come testimone», dice il legale.