Scontro aperto con il Pdl


ROMA.Un Paese allo sbando, senza guida, senza fiducia. Giudizio severo quello di Emma Marcegaglia che stavolta non ha utilizzato metafore o allusioni per giudicare l'attività dell'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi, accusato apertamente, di fronte alla platea dei giovani industrali riunita a Capri, di essere inerte di fronte alla crisi economica. Una critica diretta ed esplicita. La sollecitazione a operare «un cambiamento di passo» chiesta dalla leader confindustriale è accompagnata da giudizi molto duri sullo stato del Paese attraversato «da un clima di sfiducia molto forte» con un «governo che non c'é», col Parlamento che non legifera e dove «non si riesce a eleggere il presidente della Consob».
Parole che arrivano immediatamente a segno suscitando nel partito di Berlusconi una reazione irritata e anche di incredulità. Per il ministro Sacconi «tutto si può forse dire tranne che il governo sia paralizzato». Il titolare del Welfare dice che finanza pubblica «è sotto controllo» e ricorda che «la riforma delle pensioni è alle nostre spalle» sottolineando che, indirettamente o in modo cosciente, la Marcegaglia parla a nome di «borghesie furbette» ed «elite egoistiche» che vogliono far cadere il governo. Il portavoce del Pdl Capezzone parla di «discorso ambiguo» e descrive una Confindustria incapace «di comprendere fino in fondo quello che sta accadendo». Il capogruppo al Senato Cicchitto a sua volta ricorda che il governo in carica «è intervenuto in favore del mondo industrriale». Anche le seconde file del Pdl, come l'ex finiana Bernini, attaccano la Marcegaglia definita «ingenerosa e smemorata». Ma il giudizio della leader confindustrialoe fa breccia nelle file della maggioranza: di allarme «condiviso» parla infatti il capogryuppo di Futuro e libertà alla Camera Italo Bocchino disponbile «a collaborare con tutte le forze sane del Paese per favorire il cambiamento».
Questo fuoco di fila contro la Confindustria non stupisce però Cesare Damiano, deputato ed ex ministro del Pd, secondo il quale «la Marcegaglia innervosisce il ministro Sacconi. Nessuno si può permettere di criticare il governo, anche di fronte a un fallimento della sua politica economica». Damiano ricorda che «in un momento in cui tutti i dati, dalla disoccupazione alle stelle alla crescita del Pil quasi inesistente, confermano un'effettiva paralisi del Paese, questo governo continua a conquistare record da Guinnes dei primati: non era mai capitato prima ad ora che un ministro della Repubblica si vantasse di licenziare 300 mila lavoratori della pubblica amministrazione».
Marcegaglia a Capri oltre alle critiche al governo ha ricordato il «senso di abbandono delle imprese» e chiesto di fare «assolutamente» la riforma fiscale «tagliando la spesa pubblica, facendo la lotta all'evasione e trovando risorse per ridurre le tasse al lavoro e alle imprese».

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