Terre d'Oltrepo, fatturato di oltre 30 milioni di euro
BRONI. L'Oltrepo del vino diventa industria ed entra nella top 10 nazionale. I soci di Terre d'Oltrepo, ieri pomeriggio, hanno approvato all'unanimità un bilancio 2009/2010 a prova di crisi. Il fatturato supera i trenta milioni di euro. La cantina cooperativa, nata due anni fa dalla fusione tra le cantine sociali di Broni e Casteggio, oggi è il gigante dell'enologia d'Oltrepo, di Lombardia e d'Italia: 835 soci, 425 mila quintali d'uva pigiata questa vendemmia contro i 318 mila della scorsa, un indice d'indebitamento fermo allo 0.63%. Terre d'Oltrepo, che dà lavoro a cinquanta persone, arriva nella top 10 delle maxi cantine italiane che possono, a giusto titolo, ambire a un export fatto di qualità in quantità.
Il presidente, Antonio Mangiarotti, ha elogiato gli sforzi del direttore generale, Livio Cagnoni, e del direttore di cantina, Carlo Casavecchia: «I nostri dirigenti e il nostro personale hanno garantito, anche in un momento delicato come quello che stiamo attraversando, buoni risultati per tutti i soci e per l'intera denominazione».
Davanti ai soci-azionisti è intervenuto anche il direttore Cagnoni: «Noi alle parole opponiamo fatti. E i fatti dicono che quest'anno siamo cresciuti a vantaggio dei viticoltori, del territorio e del mercato del vino dell'Oltrepo. Continueremo su questa strada, per crescere ancora e per garantire reddito a chi lavora in campagna. Vogliamo vincere la crisi, esplorare nuovi mercati, rafforzare i successi che stiamo ottenendo negli Stati Uniti con vino che esporta il nome Oltrepo pavese in etichetta».
Sul futuro Cagnoni ha ricordato: «In Oltrepo dicevano di non piantare il Pinot eppure, fuori, lo facevano tutti. Oggi abbiamo scoperto che è stato un bene farlo. Guardando al futuro, consiglio di puntare anche sul Moscato in modo convinto. Abbiamo una storia produttiva e il mercato lo chiede».
I problemi non sono, certo, di capacità produttiva: i soci di Terre d'Oltrepo possono contare sul nuovo e modernissimo centro di pigiatura, da 5 milioni di euro, entrato in esercizio nel 2009. I soci hanno scelto la migliore tecnologia, per dare ossigeno alla crescita nei prossimi anni.
Spente le macchine per la vendemmia 2010, si prepara il Novello e si aspetta il primo appuntamento con il mercato. «Quest'anno in Oltrepo abbiamo visto all'opera i pirati che parlavano di crollo delle uve - ha detto Cagnoni -. Solo falsità per speculare, gettare fango, turbare i viticoltori. Il mercato non è fermo, va solo opportunamente stimolato. Noi abbiamo qualità e numeri per farlo. Prevedo un'annata commerciale discreta per Pinot e Riesling, una straordinaria per il Moscato e qualche difficoltà in più per le uve rosse, ma questo è un dato nazionale».