IL BUNGA-BUNGA VA REITERATO PERCHÈ DEVE FINIRE NEL LODO
Come un lampo nella notte il bunga bunga illumina l'agenda politica italiana. Innanzi tutto suggerisce una spiegazione, finalmente, sul perché il lodo Alfano deve, secondo i maggiorenti del Pdl, essere reiterabile, appunto, come il bunga.
Infatti pare che si chiamerà Lodo - Lodo del ministro Alfano - Alfano. Bisognerà abituarsi a chiamare il ministro della Cultura Bondi - Bondi e il capogruppo Pdl alla Camera Cicchitto - Cicchitto, mentre Belpietro - Belpietro e Sallusti - Sallusti si affanneranno nei prossimi giorni a scrivere che la storia della giovane Ruby e delle sue frequentazioni altro non è se non l'ennesima speculazione della stampa ostile a Berlusconi - Berlusconi e dei soliti magistrati carogne che lo vogliono incastrare e che, insomma, la si finisca qui, non facciamo i moralisti, che un po' di buon bunga bunga non ha mai fatto male a nessuno.
Come un vero uomo di scena Silvio Berlusconi non smette mai di stupire, pescando di volta in volta un po' dal Giovane Holden di Salinger che cercava di arrivare in 'area di rigore" con le ragazze e un po' da Arancia Meccanica di Stanley Kubrick dove il protagonista, il violento Alex, tende a somministrare alle sue vittime 'un po' del dolce su e giù".
La sceneggiatura viene poi elaborata e trasferita in festicciole da signori ricchi, anziani, e forse anche un po' bavosetti, con relativa parata di splendide girls (ministre o no, anzi non ancora) in una sontuosa villa, con un cast pesante, da Emilio Fede a Lele Mora nei momenti liberi dalla relazione con Fabrizio Corona. Un cult.
Messa cosi la storia è tutta da ridere. Ma è invece maledettamente seria.
Da quel che emerge finora c'è una ragazzina, molto bella, a quanto pare, e molto minorenne, con una storia difficile alle spalle, che viene accompagnata da qualche sensale (vulgo, ruffiano) negli appartamenti del capo del nostro governo con intenti che, si spera, la giustizia chiarirà.
C'è qualcuno che, dalla sede del governo nazionale, verosimilmente seguendo ordini dall'alto, telefona ai poliziotti che hanno fermato la ragazzina per un furto di qualche migliaio di euro imponendo il suo rilascio perché, balla stratosferica, ne potrebbe nascere un incidente internazionale dato che la giovane è addirittura la nipote del presidente egiziano Mubarak.
Chissà cosa starà pensando in queste ore Mubarak, quello vero, al Cairo.
C'è un presidente del consiglio, e questa è proprio un'osservazione da inguaribili moralisti, che si produce in gioiose festicciole al termine delle quali, stando ai racconti della ragazzina, si ritira con signore compiacenti a tariffa variabile, per il rito del bunga bunga. Il giorno che qualcuno, se non lo hanno già fatto, deciderà ricattarlo con qualche filmino, sarà il Paese a pagarne le conseguenze. Possiamo permettercelo?
Non è solo fantasia. Ieri mattina l'ex senatore ultraberlusconiano Paolo Guzzanti, parlando nella trasmissione di Raitre Agorà, l'ha detto chiaro e tondo. «Negli ultimi quattro anni Berlusconi ha sostenuto Putin e il Kgb, di cui lui è oggi di fatto un nuovo agente. Noi abbiamo oggi il sovietismo italiano berlusconiano del ‘lettone di Putin'».
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Luigi Irdi