I "nuovi italiani": salvano l'Inps ma fanno paura

ROMA. Il nostro Paese è una sorta di megalopoli multirazziale: a renderla più popolosa sono i 'nuovi italiani", gli immigrati. Sono quasi 5 milioni i regolari, di questi 570mila sono nati in Italia ed i minorenni sfiorano il milione. Un numero in salita che non va di pari passo con il sentimento di accoglienza degli italiani che mostrano «ostilità, compiono spesso atti di discriminazione ed anche di razzismo». È anche una denuncia il quadro aggiornato del pianeta immigrazione contenuto nel Dossier Caritas/Migrantes 2010.
Il rapporto rivela come e quanto gli immigrati contribuiscano alla crescita della ricchezza del Paese. Il primo dato è che i cittadini stranieri rappresentano il 10% degli occupati, incidono per l'11,1% sul Pil (prodotto interno lordo), sono a capo del 3,5 per cento delle imprese, pagano 7,5 miliardi di euro di contributi previdenziali all'Inps e dichiarano all'agenzia delle entrate un reddito imponibile che, nel complesso, supera i 33 miliardi di euro.
Quanti sono e dove vivono.Secondo l'Istat, a gennaio di quest'anno, il numero di stranieri residenti ammontava a 4 milioni e 235mila.
Mentre il rapporto Caritas/Migrantes conta 4 milioni e 919mila abitanti, perché include anche coloro che soggiornano regolarmente ma non sono ancora iscritti all'anagrafe. Negli ultimi 20 anni, dal 1990 ad oggi, gli immigrati sono aumentati di 10 volte. Con una crescita dei residenti pari a 3 milioni nell'ultimo decennio e quasi 1 milione solo nell'ultimo biennio.
L'incidenza media sulla popolazione italiana è pari al 7 per cento. Ma in Emilia Romagna, Lombardia e Umbria si va oltre il 10 per cento ed in province quali Brescia, Mantova, Piacenza, Reggio Emilia, si supera anche il 12 per cento. Le donne straniere sono un po' più degli uomini (51,3 per cento). La collettività romena è la più numerosa, con poco meno di 1 milione di presenze; seguono albanesi e marocchini (quasi mezzo milione); cinesi e ucraini sono quasi 200mila.
Nord e Centro sono le zone che contano gli insediamenti più numerosi (Milano e Roma i comuni più abitati con 200 e 300mila stranieri residenti), mentre è in crescita la scelta di stabilirsi nei piccoli centri. Ad esempio il 20 per cento dei residenti di Porto Recanati (Macerata) e Castiglione delle Stiviere (Mantova) sono stranieri e ad Airole (Imperia) superano addirittura il 35 per cento.
Il bilancio Inps salvato dagli stranieri.Le entrate assicurate dagli immigrati sfiorano gli 11 miliardi di euro (tra contributi previdenziali e fiscali), contro i 10 miliardi annui di uscite a loro favore in termini di sanità scuola, servizi sociali. Uno scarto a vantaggio dello Stato. Dato che l'età media degli stranieri è di molto inferiore a quella della popolazione italiana, anche il sistema pensionistico ne giova: tra gli immigrati è pensionato 1 residente ogni 30 e tra gli italiani 1 ogni 4.
Immigrazione e occupazione.In tutta Europa la crescita dell'occupazione è legata ai lavoratori immigrati che sono 17,8 milioni, di questi quasi 2 milioni lavorano in Italia. Secondo i dati Istat, nel 2009, anno in cui l'occupazione complessiva è diminuita di 527mila unità, i lavoratori stranieri sono aumentati di 147mila unità.
Questo perché i cittadini stranieri svolgono lavori, spesso molti umili, che gli italiani non vogliono più fare.
Gli irregolari.Secondo il rapporto Oecd (Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo), in Italia vivono 500-750mila clandestini, la maggior parte si è trattenuta oltre la scadenza di un permesso di soggiorno valido.
I reati degli stranieri.Il Dossier Caritas/Migrantes rivela che «i cittadini italiani e gli stranieri in posizione regolare hanno un tasso di criminalità simile».

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