Giussago, picchiati dai ladri in fuga
GIUSSAGO.Li ha allarmati un rumore di passi sul tetto. Gianni Garlaschelli, un pensionato di 72 anni, il figlio Simone e la moglie Elda, erano seduti a tavola, per la cena. I ladri avevano già forzato la finestra al piano superiore della casa, una villetta in via Cairoli, nella frazione Guinzano di Giussago, e stavano entrando. La famiglia ha realizzato quello che stava accadendo ed è uscita fuori. Padre e figlio hanno fatto in tempo a vedere un ragazzo sui 25 anni che scendeva dal porticato e altre due persone in procinto di scappare. Gianni e Simone Garlaschelli si sono avventati sui ladri ma hanno avuto la peggio: sono stati picchiati e colpiti più volte con una specie di manganello estensibile, con attaccata una pallina di acciaio a un'estremità. La colluttazione è durata qualche minuto. Gli inquilini degli appartamenti vicini, che avevano sentito il trambusto e le urla, si sono riversati in strada.
La banda, formata da quattro persone che hanno agito a volto scoperto, è riuscita a scappare a bordo di un'Audi A4 grigia, lasciando per terra il pensionato e il figlio, che sono stati costretti ad andare al pronto soccorso. Gianni Garlashelli ha riportato contusioni è guarirà in 2 giorni. E' andata peggio al figlio Simone, che ieri è rimasto a letto con diversi lividi e una frattura alla costola. La prognosi, per lui, è di 15 giorni. Nella 'lotta" con i rapinatori è riuscito a strappare il tergicristallo dall'Audi A4 - molto probabilmente rubata - che è stato consegnato ai carabinieri di Certosa.
La rapina è stata messa a segno sabato sera, verso le 20,30. «Sapevano che eravamo in casa - dice la signora Elda -. Ma evidentemente non si sono fatti problemi. Quando abbiamo sentito il rumore sul tetto siamo usciti subito, per capire che stava succedendo. Abbiamo visto tre persone, uno si stava calando giù, dove altri due lo aspettavano. Un quarto uomo li aspettava in macchina, sulla strada. Non capisco perché hanno scelto proprio noi. Siamo una famiglia normale. Mio marito ha la pensione e mio figlio lavora per guadagnarsi lo stipendio. In casa non teniamo mai più di 40, 50 euro».
«Li abbiamo inseguiti per fermarli - spiega il marito -. L'uomo che ho affrontato mi ha colpito all'addome con uno strano bastone. Ho sentito una fitta talmente forte che pensavo mi avesse accoltellato». Forse i rapinatori sono gli stessi che un'ora prima avevano messo a segno un furto da 3mila euro in un'abitazione a Borgarello, distante pochi chilometri da Guinzano. «I componenti della banda avranno avuto tra i 20 e i 35 anni - è la descrizione del pensionato -. E parlavano italiano».