I cittadini: la lotta continua
TERZIGNO. Hanno detto due volte no alla proposta di Guido Bertolaso i cittadini dei paesi vesuviani in lotta contro la discarica. La prima volta durante la notte, quando i sindaci di Boscoreale, Terzigno, Trecase e Boscotrecase rientrati da Napoli, hanno illustrato l'accordo proposto dalla Protezione civile. La seconda ieri mattina, un'ora prima del secondo incontro in Prefettura.
«Nessun margine di trattativa senza garanzie» hanno ribadito i manifestanti raccolti nell'area della rotonda di via Panoramica, da giorni teatro delle proteste e dei durissimi scontri con le forze dell'ordine. Nessuna intesa senza la cancellazione delle disposizioni contenute nella legge 123 del 2008, che ha individuato a cava Vitiello la seconda discarica di Terzigno, nell'area del Parco nazionale del Vesuvio.
A mezzanotte, contestazioni nei confronti dei sindaci e rabbia per una proposta ritenuta inaccettabile. Alle 11 di ieri, la conferma dei comitati al sindaco di Boscoreale Gennaro Langella, che per parlare di nuovo con la sua gente aveva chiesto al prefetto di rinviare di due ore l'appuntamento di Napoli: il presidio non si scioglie, dunque «no» alla richiesta di Bertolaso di interrompere la protesta; bonifica immediata della discarica di cava Sari, da cui si alzano miasmi insopportabili; esclusione di cava Vitiello dalla legge. Con queste richieste, Langella ha lasciato la rotonda dove, fino alle cinque aveva infuriato la battaglia.
Poco dopo l'una di notte, quando i manifestanti pacifici avevano lasciato la piazza, l'ala dura è tornata a impossessarsi della scena seguendo un copione ormai noto: lancio di pietre, petardi, molotov contro gli uomini delle forze dell'ordine schierati davanti alla strada della discarica, batterie di fuochi d'artificio. Circa duecento ragazzi con il volto coperto da caschi e sciarpe hanno affrontato poliziotti e carabinieri in assetto antisommossa per circa quattro ore, incendiando l'auto di un giornalista per bloccare la carreggiata. Due giovani, un ragazzo e una ragazza, entrambi ventunenni, sono stati arrestati, per resistenza e lesioni. Cinque poliziotti e un carabiniere sono rimasti feriti, mentre un piccolo quantitativo di materiale esplosivo è stato rinvenuto nel pomeriggio di ieri non lontano dalla rotonda. Langella ha chiesto ai cittadini di isolare i violenti. Al suo appello si è unito il sindaco di Terzigno Domenico Auricchio: «Basta atti vandalici che non fanno bene a nessuno». «Bisogna isolare i violenti ed evitare assembramenti» ha detto il prefetto di Napoli Andrea De Martino. Sottolinea il questore Santi Giuffrè: «Nelle proteste sono cambiati i protagonisti. Non si possono miscelare i facinorosi con le mamme». Ieri mattina un corteo pacifico ha attraversato le strade di Boscoreale: migliaia di persone hanno scandito lo slogan «La lotta è dura, ma non ci fa paura» quindi, all'arrivo davanti a cava Sari, una corona di fiori è stata deposta di fronte al cancello: «Cosi muore il parco del Vesuvio». (m.r.t.)