Il giorno della verità alla Cantina la Versa Si votano i vertici

SANTA MARIA. E' il giorno della verità alla Cantina la Versa spa, il colosso della vitivinicoltura dell'Oltrepo Pavese, circa 700 soci. E' in calendario l'assemblea che, da un lato, dovrà approvare il bilancio di esercizio chiuso il 30 giugno scorso e dall'altro procedere al rinnovo del consiglio d'amministrazione, in scadenza per fine mandato. In verità, già a luglio scorso alcuni soci in rappresentanza di oltre un quinto del capitale sociale, avevano chiesto un'assemblea straordinaria con all'ordine del giorno la richiesta di dimissioni del presidente del Cda, Giancarlo Vitali.
La richiesta, però, non era ammissibile: caso mai avrebbe dovuto riguardare l'intero consiglio d'amministrazione essendo il presidente espressione ed eletto dello stesso. Dopo una contrastata e polemica «campagna elettorale», fra riunioni e missive, cene fra amici e brindisi al bar, oggi i circa soci saranno chiamati ad esprimere il loro voto per scegliere i nove novenuovi membri del consiglio d'amministrazione. Le precedenti assemblee, con lo stesso ordine del giorno, hanno sempre registrato un'adesione attorno al 60-65% dei soci. La Cantina «La Versa» è una società per azioni e quindi il voto si esprime in proporzione al numero di quote possedute. In totale sono 105.000 quote, ma c'è chi ne ha poche centinaia e chi diverse migliaia. E' ammesso il voto multiplo nel senso che ogni socio, con la propria dotazione di quote, può indirizzare le sue preferenze su un massimo di nove soci. L'ultima volta che si è votato per il rinnovo del consiglio d'amministrazione, il primo dei non eletti si era fermato a quota 42.000 sul totale massimo possibile di 105.000. Quest'anno per i nove posti del consiglio d'amministrazione sono in competizione 17 candidati. Con il presidente uscente, Giancarlo Vitali, potente presidente anche della Fondazione comunitaria della Cariplo per la provincia di Pavia, si schiera il consiglio uscente con il vice Pierluigi Testori, ritenuto uno dei soci con il maggior numero di quote. Contro c'è soprattutto, ma non solo, Massimo Maini, manager ed esperto di finanza, consigliere uscente, ma, da qualche mese, in aperto contrasto con Vitali. Con lui anche Filippo Scarabelli, figlio di Gianni Anacleto Scarabelli, scomparso quando era presidente ed a cui è succeduto proprio Vitali. E c'è chi ritiene che potrebbe uscire anche qualche altro nome nuovo. (p.r.)