Medicina non convenzionale, il boom
PAVIA.Un quarto degli italiani per curarsi si affida alle medicine non convenzionali. Lo dice un'indagine Censis del 2008: l'agopuntura e l'omeopatia, ma anche la medicina tradizionale cinese e l'ayurvedica indiana, sono in grandissima crescita. Ma nonostante questo boom in Italia, per quanto riguarda le medicine non convenzionali, esiste un pericoloso vuoto legislativo. I pazienti non possono sapere se l'esperto di agopuntura o di fitoterapia che stanno per consultare sia un professionista serio o uno dei ciarlatani che affollano il mercato. Per cercare di capirne di più, l'ordine dei medici di Pavia organizza questa mattina al collegio Volta un convegno scientifico su «Le medicine non convenzionali», con alcuni tra i maggiori esperti italiani in materia. «Le medicine non convenzionali - spiega Claudio Lisi, dirigente dell'unità operativa di riabilitazione specialistica del San Matteo e coordinatore del convegno - hanno molto da insegnare alla medicina tradizionale. Senza dimenticare che in Cina la medicina tradizionale non è quella occidentale, ma quella locale». Nel campo delle medicine alternative regna una grande confusione, anche a causa dell'assenza di una normativa legislativa unica. «L'ordine dei medici ha dato alcune indicazioni - continua Lisi -, ma queste non sono in armonia con quelle date dalle regioni e dall'Europa». Con il risultato che il cittadino si trova disorientato e può finire vittima di persone che na carpiscono la buona fede. Proprio per questo l'ordine ha redatto gli elenchi dei medici specializzati nelle medicine alternative: «Si tratta di medici che hanno alle spalle un percorso di studi tradizionale - spiega Lisi - e che si sono specializzati poi in alcune pratiche come l'agopuntura o l'omeopatia». Una sorta di bollino di qualità, che garantisce al paziente di potersi affidare a uno specialista serio. Lisi su questo punto è categorico: «Bisogna togliersi i paraocchi, e capire che possiamo imparare molto dalle medicine alternative a quella occidentale. Il paziente deve avere libertà di scelta avendo però cura di affidarsi a medici seri e non al primo stregone che passa».