Indagini anche su altri appalti


PAVIA. «E' un po' sporca, ma la facciamo. Tanto lo sto facendo per tutti...non è che lo faccio solo per te». Il sindaco di Borgarello Giovanni Valdes rassicura Chiriaco sull'affare del terreno. L'intercettazione, dicono i magistrati, «conferma la piena disponibilità del sindaco» a un'operazione illecita. E apre anche altri interrogativi.
Gli arresti del sindaco di Borgarello Giovanni Valdes, dell'ex bancario del credito cooperativo di Binasco Alfredo Introini e dell'amministratore della Pfp Salvatore Paolillo sono la conferma che dell'inchiesta dell'Antimafia di Milano, che dura da oltre due anni, non è ancora possibile tirare le somme. Man mano che le carte vengono svelate si intravedono anzi nuovi fronti d'indagine. I magistrati non stanno guardando solo alla gara della Pfp relativa al terreno di fronte al municipio, dove Chiriaco voleva costruire villette con il cugino imprenditore Rodolfo Morabito, indagato per associazione mafiosa. Lo sguardo degli inquirenti si starebbe soffermando anche su altre operazioni immobiliari portate avanti sul territorio di Borgarello e non solo. Lo conferma il dialogo - che il magistrato riporta nell'ordinanza di custodia cautelare - tra Valdes e Chiriaco, dove il primo sembra garantire al secondo la propria disponibilità a un affare «un po' sporco» e nello stesso tempo accenna ad altre presunte operazioni dello stesso tipo, che non vengono spiegate. D'altra parte il gip ha motivato l'arresto di Valdes proprio sulla base del pericolo di reiterazione del reato, visto che il sindaco, che aveva prima avanzato e poi ritirato le proprie dimissioni, in questi mesi ha continuato a svolgere il suo ruolo di amministratore pubblico, firmando delibere e delineando progetti. Come quello del centro commerciale, presentato due giorni dopo la revoca delle dimissioni di Valdes. «Il sindaco ricopre la stessa posizione che aveva al momento dei fatti e questo costituisce occasione per commettere reati della stessa specie per quelli cui si procede - scrive il gip Andrea Ghinetti -, anche considerando la disinvoltura con cui ha abdicato alla propria funzione pubblica».
Il 'pasticcio" della gara di appalto assegnata troppo in fretta a una società collegata a Chiriaco è, per ora, la vicenda su cui gli inquirenti hanno trovato indizi di colpevolezza tali da giustificare il carcere. Il progetto di Chiriaco, in cui viene coinvolto Valdes e l'ex bancario Introini, è di costruire villette cercando di guadagnare dall'operazione il più possibile. Introini è l'uomo, secondo gli inquirenti, che prepara la partecipazione alla gara e fornisce soluzioni per risolvere il contenzioso con la cooperativa Assolavoro, che sul quel terreno ha iniziato a costruire ma è fallita.
Valdes, dal suo canto, assicura, dicono i magistrati, la propria disponibilità a trasformare il diritto di superficie (che la Pfp si è aggiudicata per 36mila euro) in diritto di proprietà. In questo modo il margine di guadagno per la speculazione risulterebbe «di 400mila euro», come dicono in una telefonata Carlo Chiriaco e Salvatore Paolillo. Una cifra che consentirebbe anche di fare qualche 'dono". E' Chiriaco, infatti, a dire a Paolillo: «Comunque il sindaco è stato bravo. C'era uno che voleva partecipare..l'assessore Bertucca..quello che ha una immobiliare e il sindaco gli ha detto 'Senti, non partecipare, che interessa a Carlo". Poi dobbiamo fargli un regalo». Proprio su questo aspetto, e cioè sulla possibilità che Valdes abbia percepito compensi illeciti, lo stesso gip Ghinetti spiega che «sono ancora in corso indagini». Come pure proseguono le verifiche sul patrimonio di Chiriaco, che potrebbe essere stato occultato da Paolillo e Introini. Ma anche sulle intestazioni fittizie dei beni (altro reato contestato all'ex direttore dell'Asl) i magistrati spiegano che «sono ancora da approfondire le modalità con cui questi beni sono stati acquistati». Alcuni chiarimenti potrebbero emergere dagli stessi interrogatori degli arrestati, previsti per lunedi. Ma finora solo Salvatore Paolillo, difeso dall'avvocato Francesco Sbisa, ha deciso di non avvalersi della facoltà di non rispondere. Gli avvocati di Valdes (Mario Brusa di Milano) e di Introini (Massimo Zucca di Pavia) stanno ancora valutando.

Maria Fiore