L'INCOSCIENTE ARROGANZA DELLA PREMIATA DITTA B&B


C'è una mistura di arroganza e di autolesionismo nella scelta del governo Berlusconi di riaffidare a Guido Bertolaso l'emergenza dell'immondizia in Campania.
Da un lato, perché è di per se arrogante il fatto stesso di rimandare sul luogo del delitto proprio l'autore del medesimo. Dall'altro lato perché proprio questa iterazione dell'incarico suona come la piena confessione che la tanto sbandierata soluzione del problema due anni fa è stata soltanto una sceneggiata a puri fini di bassa propaganda politica.
Ora come allora Bertolaso promette che risolverà tutto in pochi giorni: addirittura soltanto dieci! Ma stavolta c'è da sperare che cosi non sia. La questione dei rifiuti campani ha, infatti, due facce.
La prima, più vistosa perché le televisioni la mettono ogni giorno sotto gli occhi di tutti, è quella dei cumuli di immondizia che ingombrano le strade soprattutto di Napoli. Togliere di mezzo questa schifezza è una necessità cogente, ma anche del tutto insufficiente. La seconda, più seria, riguarda il funzionamento nel tempo di questo fondamentale servizio di pubblica igiene in un'area fittamente popolata, i cui abitanti sono giustamente esasperati di essere ogni volta presi in giro da interventi che si risolvono nell'abilità politica di nascondere anziché risolvere il problema.
Non c'è dubbio che, un paio d'anni fa, la formidabile accoppiata Berlusconi-Bertolaso abbia vinto quella che si può definire una guerra delle cartoline ripulendo le vie di Napoli cosi riportandole al fascino che ammalia tanti turisti. Ma le cronache di queste settimane rendono altrettanto indubbio che un conto è fare pulizia occasionale, ma tutt'altro è organizzare un sistema di smaltimento che affronti la vastità e la complessità della questione. In primo luogo evitando di ricadere nella furbizia perniciosa di creare nuove o ingrandire vecchie discariche dai miasmi pericolosi e insalubri a ridosso di dove la gente vive, lavora, coltiva campi.
Dopo decenni di incuria irresponsabile da parte di tutte le classi politiche, di destra o di sinistra, alternatesi alla guida degli enti locali, il problema si è incancrenito e nessuno può immaginare vie d'uscita rapide e indolori. Ma proprio per questo l'unica cosa oggi da non fare è di illudere i cittadini con la promessa che la bacchetta magica di Bertolaso compirà il miracolo di sistemare tutto in pochi giorni.
Attenzione, insomma, a non scambiare la soluzione per il problema.
Lascia esterrefatti, per esempio, la superficialità con la quale Bertolaso dichiara che basterà versare qualche sacco di non so quale sostanza chimica per evitare che chi abita nella prossimità di una discarica debba respirare effluvi insopportabili. Siamo seri, il problema cruciale non è la salvaguardia dell'olfatto di alcune migliaia di abitanti della Campania. Il tema vero è quello di organizzare un sistema di raccolta e di smaltimento che rimetta l'area napoletana in linea con quanto accade in materia in quasi tutto il resto d'Italia. Strettamente connesso a questo c'è poi l'altro tema: quello della debolezza dello Stato nel contrastare le infiltrazioni camorristiche che sulla mala gestione politica dei rifiuti hanno prosperato e continuano a prosperare. Ma verrà mai un giorno nel quale il ministro Alfano vorrà sollevare gli occhi dalle sudate carte per salvare Silvio Berlusconi dai suoi processi e dedicare almeno un po' del suo tempo agli intrecci fra politica e affari nel Napoletano?

Massimo Riva