Stipendi della ex Sila, rischio blocco dei bus

PAVIA. Ore decisive per evitare il blocco dei bus tra Pavia e Milano. Sindacati al lavoro per capire se arriveranno i soldi degli ultimi stipendi mentre si sta perfezionando il passaggio di consegne tra Sila, fallita, e la Line Pavia. Il curatore fallimentare di Sila non si è ancora espresso sulla possibilità di destinare sulla voce paghe fondi ora congelati in provincia.
Se non sistemano le cose della Sila, faremo un cinema...». Il sindacalista usa un vecchio modo di dire che sta per «faremo sentire in modo clamoroso la nostra voce». Ovvero fermando i bus. Ovvero il blocco totale dei collegamenti tra Pavia il Pavese e Milano: quelle linee che, fino a una settimana, fa erano gestite dalla Sila e che ora, dopo il fallimento, sono state affittate da Line Pavia. Ma il problema non è Line, il problema è ciò che resta di Sila.
E di quello che dovrebbero ricevere i lavoratori.
Gli stipendi dei dipendenti di ottobre o perlomeno una parte di essi non sono stati versati. Il curatore fallimentare ha fatto capire che, per ora non se ne parla proprio. Eppure i soldi per pagare gli stipendi ci sarebbero. Sono le rate che la Provincia deve versare all'ex Sila per il mese di settembre (circa 380 mila euro) e per metà del mese di ottobre.
Soldi congelati perchè gli uffici provinciali non avevano avuto il riscontro sulla regolarità dei versamenti previdenziali. Ora, però, le cose sono cambiate. O forse no. Il curatore fallimentare deve far fronte alla pressione dei creditori di Sila. A quel punto potrebbe decidere di destinare i fondi dei due ratei provinciali proprio per chiudere alcune di queste pendenze. Oppure, come sperano i sindacati, potrebbe attingere ai soldi della Provincia per pagare gli stipendi.
Oggi pomeriggio in Provincia un incontro decisivo con l'assessore ai Trasporti Romano Gandini.
I nodi dovrebbero essere affrontati. Se non saranno risolti soffia vento di sciopero. Intanto i sindacati stanno controllando il passaggio dei dipendenti dalla Sila fallita alla Line. Si procede in queste ore alle riassunzioni del personale. Il crollo improvviso del servizio di trasporto pavese sta comportando diversi disagi amministrativi oltre che pratici. In gioco ci sono 11.500 pendolari che ogni giorno vanno e tornano da poati di studio e di lavoro. I bus ex Sila sono l'unco mezzo a loro disposizione. E non è forse un caso che le linee pavesi sono le uniche a garantire un pareggio di bilancio rispetto alle altre tratte lombarde. Per questo uscire dal tunnel non dovrebbe essere difficile. Ed è ciò che auspica, in una nota, il Comune di Pavia soddisfatto della scelta Line. Ma i dipendenti aspettano l'ultimo stipendio.