Città del libro, la guerra del brindisi


STRADELLA. Prima un viceministro esalta i vini di Siena, poi il brindisi con quelli siciliani e veneti: l'Oltrepo esce «malconcio» dalla festa per la Città del Libro.
«Che tristezza, siamo scontertati». «Una cosa incredibile, perchè nessuna ha reagito subito?». Da tempo in Oltrepo non si registrava un ruggito d'orgoglio di questa forza. Oltrepo offeso: neppure i piacentini, chiamando bonarda un loro rosso frizzante, avevano scatenato questo putiferio di reazioni. Tutto in notte, quella per l'inaugurazione del più grande hub del libro d'Europa. A Stradella. In Oltrepo. Lunedi sera, inaugurazione con polemica. Adolfo Urso, viceministro con delega al Commercio con l'estero, prende la parola durante la cerimonia. Esalta la forza del nostro made in Italy. Dall'editoria al vino. Ma quale vino? «Se si pensa al made in Italy del vino si pensa a Siena» dice convinto Urso. Come, Siena? E' pur vero che sia la terra del Chianti, ma l'assemblea ha un fremito. Nervoso. Ma non ci sono reazioni immediate.
«Ed è li che mi sono arrabbiato - afferma Carlo Panont, direttore del Consorzio di tutela - i politici presenti e gli amministratori dovevano subito alzare la voce. Era inconcepibile. E meno male che il sindaco di Broni ha reagito». Serata di orgogli feriti. Un inciampo dopo l'altro. Dopo l'intervento di Urso si è passati ai brindisi. Sushi e prelibatezze. Vini? Prosecco veneto. E Nero d'Avola. Rosso di tempra. Ma di Sicilia. In Oltrepo. Ricucire lo strappo non è facile, ci prova l'amministratore di Broni.
«Ho avvicinato prima il viceministro e gli ho ricordato che l'Oltrepo è la terza zona al mondo per la produzione di Pinot nero - racconta il primo cittadino di Broni Luigi Paroni- lui mi ha detto che si scusava, ma non lo sapeva. Nessuno lo aveva informato. Poi mi sono avvicinato a Gianfranco Sgro, presidente di Ceva, che ha realizzato la Città del Libro e ho rimarcato il fatto che a Stradella in Oltrepo sarebbe stato opportuno proporre almeno un vino del posto. Mi ha risposto che lui è astemio». In Oltrepo un manager astemio e un viceministro che in fatto di vini si ferma a Siena: la misura è colma. «Non posso giustificare che un viceministro, che deve trattare con l'estero, non sappia cosa si produce in Oltrepo - attacca Panont - ci faremo sentire nelle sedi adatte». E, mentre il sindaco, si ripromette di spedire a Urso una confezione di vini locali, Fabiano Giorgi, vicepresidente del Consorzio e produttore di razza, lancia altri strali: «Un conto è un evento commerciale, un altro è una manifestazione ufficiale come era quella di Stradella - dice Giorgi - si è denotato scarso rispetto per il territorio». Incidente diplomatico proprio nella terra che ha scalato le classifiche nazionali del settore: uno Cruasè (lo spumante rosa) ha vinto al Vinitaly e altri hanno sfondato nella guida del Gambero Rosso. Chi però vede un altro aspetto del galà dei veleni è Pierangelo Lombardi, sindaco di Stradella. «In realtà ci si dovrebbe chiedere - osserva - come mai non è stato proposto un nostro vino. Ancora una volta la zona non ha avuto il rispetto che si meritana. Si deve lavorare sodo per valorizzare il territorio».
(ha collaborato Pierangela Ravizza)

Fabrizio Guerrini