Quel biglietto ingannevole sotto il sole del Lido di Pavia
Lido di Pavia, 21 luglio
Erano le dieci del mattino: Romilda, col suo costume azzurro argenteo, stava accoccolata sulla sdraio a ricevere gli effetti del sole.
Mentre stava leggendo il quartultimo capitolo del suo libro, trovò abbandonato, un biglietto, scritto su carta pergamena. destinato proprio al suo compagno.
Lesse: «PER BAGATTO. A te che mi hai sempre degnata delle tue più preziose attenzioni, a te che mi hai sempre elogiata su qualsivoglia mio atto, voglio che legga questa mia poesia» e terminò di leggere le righe colta da uno spasimo di dolore.
Come poteva averla tradita? Spari.
Lui le mandò tremila messaggi senza avere più riscontro alcuno: andò a cercarla al lavoro, non c'era più.. Romilda venne anche a sapere che Bagatto era stato via a Venezia per un'assunzione presso una scuola di artisti pittori.
Non si fece più sentire, finché lei un giorno sulla sabbia, perse conoscenza, tra una brezza e l'altra e non si riprese più.
Bagatto, per caso, stava tornando a Pavia in quei giorni per la malattia di una sorella; fu scaraventato giù dalla corrente del fiume mentre stava appoggiando la bicicletta al ponte Coperto, fu trascinato fino al Lido.
Si riprese, assistito dai suoi famigliari, inclusa la sorella che, nel frattempo si era ristabilita. Trovò il biglietto nelle mani di Romilda, scoprendo cosi l'inganno generato da quel pezzo di carta.
Romilda era nella bara marmorea in attesa dei suoi funerali mestissimi, tra pianti, lacrime, quando all'improvviso si risvegliò e si, trovò davanti Bagatto. Le spiegò, dopo le accurate cure mediche, dell'errore: Bagatto, in quel caso era un cognome (era un suo amico). Si riprese dopo lo spavento e la gioia di tutti e fu celebrata una cerimonia con rinfresco tra le acque del bel fiume al Lido di Pavia.
La felicita', per bella che sia,
del Lido, ne porta la magia