L'ultimo saluto allo «zio» dagli amici di Stradella
STRADELLA.Cordoglio non solo a Pavia, dove abitava e lavorava come ristoratore, ma anche a Stradella, città di cui era originario e dove ha abitato fino agli anni dell'Università, alla notizia della morte di Claudio Salvini, 58 anni, più noto, soprattutto fra gli amici e gli ex compagni di scuola, con l'appellativo di «zio». E questa mattina, saranno in molti per l'ultimo saluto. Salvini, da anni, si era trasferito a Pavia dove svolgeva egregiamente la professione di ristoratore, ma con Stradella ed i tanti amici ha sempre conservato un forte legame. Dopo gli studi da ragioniere al «Faravelli» di Stradella e dove è stato uno dei leader del Movimento Studentesco fra il 1969 ed il 1970, si era iscritto all'Università «Bocconi» a Milano, entrando a far parte del Cup, il centro universitario attivo come movimento culturale e politico. Particolarmente significativa, negli anni '70 e '80, la sua militanza ed il suo impegno politico, prima nell'allora Psiup (partito socialista di unità proletaria) e poi nel Pci. «Difficile - dicono i suoi amici - ricordare i tanti momenti felici di un personaggio cosi altruista e poliedrico come interessi, organizzatore assieme all'inseparibile Susètu (Mariolino Dellafiore), di importanti eventi a Stradella come il concerto del gruppo Pfm, Venditti, Vecchioni, o i 'murales" realizzati con gli studenti dell'Accademia di Brera». Qualche anno fa, Salvini era stato colpito di un grave lutto per l'improvvisa morte dei genitori, uccisi dalle esalazioni di monossido di carbonio sprigionatesi dalla stufa di casa. «A Stradella si vedeva meno - ricordano alcuni dei suoi ex compagni di scuola - ma indubbiamente il legame di affetto rimaneva. E come non ricordare la mitica cena del 21 gennaio di cinque anni fa, fra gli ex della quinta A ragionieri di Stradella, nel suo ristorante di allora: il Gran Bollito di Pavia». (p.r.)