Trenitalia risparmia, via i vagoni
PAVIA.«Se solo tagliassero 100 milioni si dovrebbero fermare in Lombardia tutti i treni ogni sabato e domenica»: non lo dice un sindacalista o un rappresentante dei pendolari pavesi. Lo dice Raffaele Cattaneo, assessore regionale ai Trasporti che sta affrontando le spine del Tpl, il piano del Trasporto pubblico locale. In realtà le Ferrovie stanno già tagliando. Vagoni. Il piano risparmio è in fase di ulteriore attuazione e saranno guai seri se non cambiano le cose a livello di governo centrale.
E' questa la voce allarmata che circola da giorni in Regione tra i componenti della Commissione trasporti. Notizie pessime: è in arrivo una scure che ridurrà di botto forse il 30 per cento dei trasferimenti Stato-Regione. Meno convogli, tariffe ritoccate. La Regione prova a correre contro il tempo e contro la Finanziaria. In attesa del piano definitivo, Trenitalia ha fatto scattare la campagna d'autunno. L'antipasto di quello che potrebbe accadere per adeguare il servizio ai soldi pubblici che non arriveranno. Saranno disastri, dicono i sindacati, soprattutto per il trasporto su gomma. A rischio, si dice, ci saranno tanti bus che garantiscono ogni giorno il trasporto scolastico. Ma il disagio, come è detto, è già partito sui binari pavesi e non solo. I vertici ferroviari preventivano, infatti, che, se tutto andrà come previsto, il taglio per il settore trasporti lombardo sarà di 297 milioni, pari al 23,79 per cento rispetto allo scorso anno. Per le Ferrovie si potrebbe trattare di circa 200 milioni in meno. E per risparmiarne solo la metà, spiegano in Regione, oltre a fermare i treni nei week end si dovrebbero aumentare biglietti e abbonamenti almeno del 60 per cento (cosa peraltro già avvenuta a Roma dove il biglietto è passato da un euro a un euro e mezzo). Ci si prepara comunque già a tirare la cinghia. A togliere servizi. A partire proprio dai vagoni. Gli effetti si vedono. E si vivono. Nell'ultima settimana i pendolari pavesi hanno segnalato un caso al giorno di treni soppressi e senza vagoni sufficienti. Un esempio? Il convoglio 2180 R Voghera-Pavia-Milano, che è partito dalla Stazione di Voghera alle 7. Con 5 vagoni. Prima dell'estate quando andava male erano almeno sette-nove, magari con due chiusi per chissà quale guaio. Ora i vagoni sono stati quasi dimezzati, ma i viaggiatori no. Quelli sono quelli di sempre: gente che su quel treno, lungo o corto che sia, deve salirci per lavoro e per studio. Risultato? A Bressana erano tutti in piedi, a Pavia si è era al pigia pigia. La scena del Regionale 2180 si è riproposta il giorno dopo sempre con il 2180 R e quello dopo ancora sempre con lo stesso numero magico, il 2180 R. Sempre cinque vagoni. «Chi soffre di claustrofobia, è meglio che vada a piedi» commenta un pendolare di Pinarolo. A piedi, forse si arriverebbe pure in tempo, se è vero che il Regionale 2645 Milan-Pavia-Voghera si è aggiudicato il record d'ottobre, arrivando a Pavia con 40 minuti di ritardo. «Adesso è peggio, adesso è una follia»: dice una pendolare vogherese. Vagoni tagliati: accade in Oltrepo pavese, in Lomellina, a Pavia e nel Pavese. Non solo qui. Da ieri per andare dalla Sicilia a Milano ci sono il 50 per cento dei vagoni in meno. Lo prevede il piano di Trenitalia. Questa è la linea: tagliare, tagliare. Ed è probabile che anche quello lombardo programmi un diffuso dimezzamento dei convogli. Cosa significhi per i pendolari è presto detto. Ogni vagone trasporta dai 50 ai 70 passeggeri. Ne togli cinque e sono oltre 300 pendolari che devono sgomitare per non perdere il posto, in piedi. A volte il piano-sardine riserva il doppio trattamento: prima la soppressione e poi lo stipamento. E' il caso del 20277 R, il Milano-Villamaggiore- Certosa-Voghera. Questo sopresso e quello dopo con i vagoni dimezzati: quindi già stipato in proprio dovendo caricare anche i passeggeri di un convoglio perduto. Tagli. Di vagoni e costi. Meno convogli, meno manutenzione e pulizia: è quello che temono i sindacati. Probabile impennata dei disagi. Come quello dell'altra sera sui binari 2 e 3 della stazione di Pavia. Niente luci. Coprifuoco. Guai in stazione e sui treni. Con meno vagoni. A meno che le ferrovie non si affidino all'effetto sorpresa: come quello che accadde a giugno quando i pendolari a Cava Manara videro fermarsi un treno sconosciuto. Vuoto. Eccezioni. Dalle prossime settimane solo posto in piedi.