Dai precari ai tagli i motivi della protesta
ROMA.Edifici fatiscenti, classi superaffollate, mancanza di risorse e conseguente ricorso ai portafogli delle famiglie: è ampio il ventaglio delle ragioni che ieri hanno portato in piazza migliaia di studenti. Tra le richieste: annullamento dei tagli; reintroduzione sul posto di lavoro dei docenti precari messi alla porta; piano straordinario per l'edilizia scolastica di 12 miliardi di euro in 10 anni; Legge quadro sul diritto allo studio; allineamento all'Europa sia per la composizione delle classi sia per le spese per l'istruzione. Gli studenti criticano la riforma Gelmini che «taglia ore, svilisce il ruolo dei laboratori, accorpa scuole con caratteri molto diversi e apre le scuole ai privati» e chiedono anche l'abolizione dell'apprendistato per i minori di 18 anni.