Sila ko, allarme gasolio e stipendi
PAVIA. Gasolio, assicurazione dei bus e gli stipendi di 258 dipendenti: la Sila, come annunciato, fallisce. Con queste voci in sospeso. Per Regione e tre province (Pavia-Lodi-Milano) c'è ora l'ansia di come fare il pieno ai mezzi e dare la busta paga a chi lavora nell'azienda.
Da Milano, dove la Sila ha propria sede legale (sita in via De Sanctis 10, quella amministrativa è a Pavia in Strada Campeggi 17) rimbalza l'indiscrezione, accreditata, che, a mezzogiorno dell'altroieri, il gruppo si è presentato in Tribunale per depositare l'istanza di fallimento.
Sarebbe anche stato nominato il curatore fallimentare. Un copione previsto. Già lunedi mattina in Regione l'assessore regionale Raffaele Cattaneo, incontrando i presidente delle tre Province (Pavia-Lodi e Milano) aveva fatto capire che ormai si era giunti all'atto finale dell'odissea Sila. Anzi, si era già al giorno dopo. Se in un ufficio, infatti, l'assessore parlava con gli amministratori pubblici, in un altro le società d'autolinee lombarde stavano studiando come assorbire le tratte gestite fino ad oggi da Sila.
La resa legale dell'azienda è una soluzione che trova il cauto consenso dei sindacati. Con l'istanza di fallimento verrebbe, infatti, garantito ai lavoratori Sila il riconoscimento del Tfr (trattamento di fine rapporto) nel momento dell'eventuale riassunzione nella nuova società. Cosa che, invece, secondo fonti sindacali, non sarebbe accaduta con la semplice cessione delle linee e del servizio. Ma i sindacati non abbassano la guardia. Vogliono essere certi che vengano pagati regolarmente gli stipendi. Le recenti vertenze aperte a Milano e Pavia, con la richiesta d'intervento avanzata ai locali prefetti, li tiene in forte apprensione. Sindacati che, comunque, avevano già delineato cosa sarebbe accaduto a Sila. Mercoledi scorso un fax inviato in Regione chiedeva conferma o smentita alle voci secondo cui la Sila da venerdi primo ottobre avrebbe smesso di operare. Cosi non è stato, ma venerdi è stato comunque un giorno difficile (come confermano le segnalazioni fatte dai pendolari). Forse lo saranno anche i prossimi.
«Chi paga il pieno?».Assicurazioni scadute e manutenzioni dei mezzi. Ma soprattutto il gasolio. Sono tanti i problemi da risolvere. Questa mattina l'assessore Romano Gandini dovrebbe incontrare il fornitore di carburante per garantirgli che almeno per gli 88 bus che operano sulla linea Pavia-Pavese-Milano, piazza Italia garantisce in proprio. Ma resta da capire cosa avverrà sulle linee extra provincia che, comunque, vengono utilizzate da migliaia di pendolari pavesi. E' un mosaico complicato. Mentre a Pavia, la Provincia ha siglato un contratto di servizio con Sila, Lodi e Milano hanno concesso le linee in concessione.
E' una differenza pesante: perchè Pavia può saldare le fatture ai fornitori, Lodi e Milano devono attendere che la Regione trasferisca i soldi direttamente alla società. Non solo. Mentre Pavia è comproprietaria dei mezzi e quindi ne garantisce la manutenzione oltre ad averli acquisiti 10 anni fa, altrove non è cosi. Mezzi più vecchi con tutte le conseguenze del caso. Un caso che dovrà essere risolto nei prossimi giorni. La Regione è al lavoro. I pendolari non possono aspettare un bus che non arriva.