Digiuno finito, ma Pavia fermato sul pari
PAVIA. Il Pavia pareggia 1-1 con il Bassano (vantaggio di Del Sante al 4', pari di Beccia al 19', tutto nel primo tempo) al termine di una partita che, per come si era messa, si poteva pure perdere. Dopo tre sconfitte consecutive il punticino muove la classifica e allontana la depressione. Però è stato il Pavia meno brillante di quest'anno, la sua versione più confusa, a partire dal centrocampo in sofferenza e dalla difesa ballerina anche per l'assetto improvvisato dopo l'infortunio a Blanchard.
Il vantaggio comodo comodo di Del Sante, che su assist di Ferretti ha trovato un'autostrada al centro della difesa del Bassano, ha avuto l'effetto di spegnere il Pavia. Peccato. Perché la versione con Guadalupi mezzo sinistro con licenza di agire dietro le punte di fatto non si è vista. Per tutto il primo tempo gli azzurri hanno rinunciato a proporsi sulle fasce, Tattini e Beretta come disinnescati, il baricentro comunque arretrato sotto la spinta del Bassano. Perché non bisogna mai dimenticare gli avversari. Jaconi è un vecchio volpone. Con Baido dietro le punte a cambiare a getto continuo la posizione, il Pavia è stato costantemente in allarme. E nei movimenti delle due punte dei veneti al 37' è arrivato un palo, a Facchin battuto, centrato da Crocetti con un missile da 25 metri.
Il problema è che l'attacco azzurro è andato presto in fuorigiri. Del Sante, colpito duro, ha zoppicato a lungo nel primo tempo indispettendo Zocchi - e i due si sono mandati anche a quel paese - che voleva sapere le sue esatte condizioni. Magari per poterlo sostituire. E Ferretti, in maglia numero 8 alla Ibrahimovic versione interista, è finito ai margini della partita come spesso gli accade se intorno non vede ordine. Carotti ha dovuto pensare a evitare guai maggiori senza osare più di tanto, per non pagare un conto salato alle situazioni di inferiorità numerica. E' andata un poco meglio nella ripresa, più che altro sulla spinta della buona volontà.
In un quarto d'ora il Pavia prima ha visto una deviazione di testa di Del Sante ribattuta da Beccia davanti alla porta; quindi ha giocato la sua miglior combinazione, da Ferrini in linea di trasmissione prima a Tattini e poi a Del Sante finché Guadalupi ha mancato l'aggancio in piena area senza trovare il tempo per girare a rete; subito dopo ancora Del Sante ha incornato a lato davanti al portiere. Li il Pavia ha cambiato assetto. Dentro Marconi punta centrale e «albero di natale» con un centrocampo a tre nei fatti sottile sottile. Perché Tattini e Beretta ai lati di Carotti non offrono garanzie sufficienti di filtro. E domenica la difesa era pure un poco incerta con Preite in ansia, forse per l'abbinamento con Caidi. Quando al 30' Facchin ha salvato la porta in disperata uscita su Crocetti, Del Padrone, un centrocampista, ha sostituito Del Sante, una punta. Nel finale con più equilibrio Ferrini si è messo a spingere forsennatamente, ma il doppio cartellino giallo rimediato da Preite nell'arco di un quarto d'ora ha lasciato un poco di amaro in bocca. La lotta per la salvezza continua domenica a Monza. Quando il tecnico Andrissi e capitan Preite saranno assenti per squalifica.