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PAVIA, STUDENTI
Questi i requisiti e le rette
del Collegio Ghislieri
Leggo sulla Provincia Pavese del primo ottobre l'articolo dedicato alle rette richieste dai Collegi universitari di merito pavesi. Poiché vi sono riportate inesattezze e osservazioni che potrebbero essere male interpretate, ritengo opportune alcune precisazioni per una corretta informazione del lettore.
L'inizio dell'articolo che appare in prima pagina riporta testualmente: «Costano cari i Collegi storici, in media 900 euro al mese. La retta massima. Non sono per tutti». Già questo inizio contiene un'inesattezza: per quanto riguarda il Collegio Ghislieri, su una popolazione studentesca di 180 alunni e alunne (di cui 27 attualmente godono di completa gratuità), la retta media è meno della metà. Inoltre, l'espressione «Non sono per tutti» è fuorviante per il lettore, perché riferita alla situazione economica della famiglia di appartenenza; invece la stessa frase corrisponde a verità se riferita al merito.
Quest'ultima riflessione è opportuna per chiarire il criterio fondamentale seguito per l'ammissione al nostro Collegio. Le graduatorie vengono formulate unicamente in base alla valutazione di merito delle singole prove, e a parità di votazione viene data priorità a chi è di condizioni economiche più disagiate. La retta che deve versare un alunno senza i requisiti di gratuità (calcolabile sulla base dei criteri chiaramente riportati sul bando di concorso), gli viene richiesta dopo la vincita del posto in Collegio; quindi in teoria potrebbe capitare che nessun alunno debba pagare la retta qualora tutti provenissero da famiglie non abbienti.
La realtà attuale è che fra alunni/e presenti in Collegio, accanto ai posti gratuiti, il 47% paga una retta compresa fra 2.000 e 7.000 euro, e il 23% (appartenente a famiglie con un indicatore Isee superiore a 80.000 euro) paga la retta massima di 9.500 euro (e non di 10.500 euro come riportato dall'articolo citato).
E' da considerare che il costo medio annuale per il Collegio del posto di alunno/a è di circa 14.500 euro. Quindi anche per un alunno proveniente da una famiglia di condizioni agiate, il merito viene premiato. A tal riguardo è inoltre da sottolineare che il contributo annuale per studenti Iuss (circa 2.000 euro), e l'eventuale dote residenziale elargita dalla Regione Lombardia per studenti di facoltà tecnico-scientifiche residenti in un Collegio di merito (5.000 euro), sono indipendenti dal reddito familiare e interamente erogati allo studente.
Dalle informazioni riportate risulta evidente che il criterio oggi stabilito dal Collegio Ghislieri per l'attribuzione della completa gratuità o per la determinazione di un contributo a copertura parziale delle spese di mantenimento, intende soprattutto premiare il merito e nel contempo agevolare gli studenti più bisognosi. E' evidente che il raggiungimento di un giusto equilibrio fra questi due obbiettivi è particolarmente difficile, specie nella situazione economica attuale, che colpisce sia le famiglie che le istituzioni.
Vorrei concludere con questa osservazione. Un Collegio come il Ghislieri non può essere valutato solo in termini di elargizione di «servizi» (alloggio, refettorio, biblioteca, attività culturali, internet, sale comuni e attrezzature sportive, ecc.), che peraltro sono di ottimo livello. Infatti, il far parte di una comunità collegiale, in una situazione ben diversa da quella familiare di origine, dove ogni alunno seriamente impegnato negli studi universitari stabilisce con gli altri un continuo dialogo e un sereno confronto di idee, costituisce oggi, come nei secoli trascorsi, un modello formativo veramente unico per giovani di ingegno e cultura.
prof. Carlo Bernasconipresidente del Collegio Ghislieri, Pavia
VOGHERA, LA TARGA
Resistenza e Salò
Basta con la pratica dell'odio
Due righe di solidarietà (in riferimento al caso della targa di Voghera) alla signora Alberta Piccinini che non ho l'onore di conoscere, ma della quale condivido sia ogni parola della sua bella e toccante lettera, sia l'orgoglio nel ricordare il padre.
Sino a quando non si capirà che dopo cosi tanti anni non è più né lecito né intelligente predicare e praticare odio, la nostra Italia non si ricompatterà mai più e rimarrà per sempre in questo guado fatto di ferocia e incomprensioni. Vi prego: chiudiamo questa infinita e sanguinosa guerra e riconosciamo anche i martiri dalla «parte dei vinti» che sono rimasti senza voce e difesa.