«Mia madre uccisa dall'asbestosi»
FERRERA.Maria Grazia Giordana, dell'opposizione, è originaria di Casale Monferrato: «Mia mamma - racconta - è morta a 84 anni di asbestosi. Lavorò per circa sette anni all'Eternit, poi si sposò ed ebbe dei figli. A cinquant'anni cominciò a tossire, le dissero di non preoccuparsi, che non era niente. La gente intanto iniziò a morire. Scoprirono la malattia di mia mamma, che ha sofferto per tanto, troppo tempo. Ecco non voglio che anche qui a Ferrera si sottovaluti questo problema, non voglio che qualcuno mi dica che non c'è da preoccuparsi, che non c'è nulla da temere».
Da quello che è accaduto a Casale Monferrato c'è da trarre, secondo la signora, un'amara lezione: «Ancora oggi, nel 2010, nel processo di Torino intentato dai parenti delle vittime, la società nega le proprie colpe. A Casale tanti lavoratori malati sono già morti, adesso stanno morendo i bambini di allora che giocavano con la sabbia ai giardinetti vicino alla fabbrica. Quando sento dire dagli amministratori di Ferrera che una discarica di cemento-amianto non rappresenta in alcun modo un pericolo, mi sembra di rivivere un film già visto: i sorrisetti dei tecnici che, a Casale, ci dicevano di stare tranquilli, che non era niente. Poi sappiamo come è andata a finire, l'enorme dolore causato dalla fabbrica di eternit. La discarica di cemento-amianto assorbirà circa il 20-30 per cento del cemento-amianto lombardo per i prossimi dieci anni. Ma forse, tra dieci anni, non ci interesserà più perché molti di noi saranno morti». (p.a.v.)