Mortara, San Cassiano la contrada regina del Palio dell'oca
MORTARA. E sono tre: la contrada di San Cassiano ha vinto la terza edizione consecutiva del Palio dell'oca, battezzando cosi la nuova piazza del Teatro, che ha fatto da sfondo per la prima volta alla disputa del gioco, con un otitmo successo di pubblico. L'arciere della contrada mortarese dai colori biancoverdi, Gianni Di Grazia, ha centrato un pieno da 13 punti portando la damigella dalla pedina 60 alla pedina 63, vincendo il cencio dipinto da Roberto Pelli.
In seconda posizione le Braide, e via via le altre cinque contrade. Il risultato è parso subito chiaro ai contradaioli, che sono corsi intorno al capitano Vittorio Testa in una festa che è stata di gruppo. Un altro premio, quello che la giuria di qualità assegna da qualche anno a questa parte alle contrade che si distinguono per la ricostruzione filologica più attenta al periodo storico in cui la sfilata è ambientata, ovvero gli anni della signoria di Ludovico il Moro dall'ultimo ventennio del ‘400 ai primi del ‘500, ha decretato il successo della Torre, per l'attenzione con cui ha recuperato acconciature e copricapi femminili. Seguono Le Braide e San Cassiano, e a quarto posto pari merito tutti gli altri. Il tempo, che ha sfavorito la serata di venerdi, ha poi sorriso agli organizzatori della sagra concedendo un sabato sera limpido: molto affollato in particolare il concerto dei Dik Dik in piazza del teatro, con qualche migliaio di persone nonostante la serata non troppo calda. Ieri poi come sempre molte migliaia di persone, superando forse le diecimila presenze, hanno affollato la città: in alcuni punti non solo del centro era impossibile muoversi. Bene anche lo spostamento della mostra del palmipede in piazza Dughera, dove troneggiava un «Re ocone» da 8,6 chilogrammi, il benianimo dei bambini.