Fascismo, lapide e polemiche


VOGHERA. Una targa per commemorare i fascisti fucilati nel 1945 a Voghera. E scoppia la polemica. Perché l'ex giunta Torriani, molto discretamente ma con parecchi scontri interni al centrodestra, nel 2008 approvò la posa di una targa, il cui testo, di fatto, ricorda una delle pagine più dolorose della storia della città.
La targa, un metro e venti per sessanta centimetri, è stata posata ieri mattina sul muro esterno del castello appena restaurato. Il testo, modificato più volte dalla stessa giunta, alla fine si trasforma in una sorta di rebus. Cita i nomi dei sei fascisti fucilati, ma che siano tali, ossia appartenenti alla Repubblica Sociale Italiana, non si capisce da nessuna parte. Una sorta di «purga» alla versione originale, che invece parla apertamente dei «soldati e civili della Rsi» che furono fucilati proprio li. S'indigna, per Rifondazione comunista, Sergio Vitellini: «Vogliamo capire quali sono stati i criteri di questa scelta, non è passata dalle commissioni o dal comitato unitario antifascista. La cosa che ci indigna è che gli assessori che hanno approvato questa scelta sono quelli che vengono al comitato per preparare il 25 aprile». Il segretario cittadino del Pd, Enzo Garofoli: «Il revisionismo sta andando in una direzione eccessiva, la celebrazione è fuori luogo e siamo contrari a questa rivisitazione della storia». Il consigliere comunale del Pd, Sergio Valassi: «Spero che l'attuale giunti revochi l'autorizzazione». Tullio Montagna, presidente del comitato unitario antifascista: «Una vergogna, che ci sia la pietà privato è legittimo, ma quelle persone non devono avere riconoscimenti pubblici: la targa deve essere rimossa al più presto». Intanto l'attuale amministrazione Barbieri «scarica» sulla precedente amministrazione e con una lunga serie di distinguo. L'assessore alla cultura Marina Azzarettipropone, di fatto, di rimuovere subito quelle targa: «Dobbiamo tornare in giunta e decidere se sia compatibile con la filosofia dell'attuale amministrazione». Il sindaco Carlo Barbieriricorda che si tratta di una «decisione presa dalla precedente amministrazione», per poi aggiungere che, «se ci fosse una richiesta, potremmo anche discutere in giunta l'eventuale rimozione». E l'ex sindaco Aurelio Torriani, che approvò quella richiesta firmata dall'associazione nazionale famiglie caduti e dispersi della Rsi? «Ci ha mosso la pietà per i morti. Due parenti delle vittime avevano firmato la richiesta al Comune per poter avere una targa laddove si consumò la tragedia. Tornando indietro rifarei la stessa scelta: solo qualche fanatismo politico avrebbe potuto indurci a negare il consenso». Assessore oggi e assessore ieri, Vincenzo Giuglianonon ha dubbi sulla bontà di quella scelta: «In questa vicenda la politica non c'entra: parliamo di storia e quindi non ci vedo nulla di male a ricordare un episodio cosi, tant'è che fu un decisione unanime. Rimuoverla? Non sarei d'accordo». L'idea far sparire quella targa non dispiace a Paolo Affronti, ex parlamentare ed esponente dell'Udc: «Premesso che ho rispetto per tutti i morti, non posso accettare che un'associazione sia autorizzata a mettere una targa che diventa poi un fatto pubblico. E' come intolare una via... E poi, il luogo per ricordare è il monumento ai caduti di tutte le guerre. Quella targa va rimossa». Per il giornalista, scrittore ed editorialista Vittorio Emiliani, vogherese d'adozione, qualche riflessione in più si poteva fare: «Certo la lapide alla memoria fascista è un segno dei tempi. Che si dia tanto risalto in un luogo di passaggio degli scolari e delle famiglie a un episodio che è solo uno dei molti che connotarono quegli anni, beh, lo trovo scorretto». (ha coll. Emanuele Bottiroli)

Carlo Gobbi