DOPO DUE ANNI DI GOVERNO FLOP IL CAVALIERE INVENTA IL COLPEVOLE
Evidentemente Berlusconi sente oppure ha deciso che non si potranno evitare elezioni anticipate ravvicinate. Cosicché, i suoi collaboratori e i suoi, davvero suoi, mass media hanno scatenato tutta la loro potenza di fuoco contro Fini. Parola d'ordine: distruggerne la credibilità, se possibile anche la carriera politica, comunque ridimensionarne drasticamente le, al momento ignote, potenzialità elettorali. Infatti, Berlusconi sa, qualcuno glielo avrà pure raccontato, che gli elettori italiani non premiano chi li conduce anzitempo alle elezioni. Per di più, gli riuscirebbe difficile spiegare come il suo «governo del fare», che di cose ne ha fatto proprio poche, e male, da qualche tempo non riesce più a fare un bel niente. Deve, dunque, trovare un capro espiatorio e la sua aperta ostilità si riversa su Fini. Cerca di attribuire al Presidente della Camera tutta la colpa del fatto tangibile che il governo ha perso slancio. Di più, sarà colpa di Fini se bisognerà presto andare a nuove elezioni. I rischi che Berlusconi ha scelto di correre, per non cuocere a fuoco lento, con una maggioranza parlamentare risicatissima e forse non più esistente neppure dopo l'intensa campagna acquisiti di parlamentari disponibili, sono due, entrambi seri. Il primo è che la Lega vanti i suoi personali successi: «il federalismo nel cassetto», e si incameri un'altra manciata di voti non solo nordisti poiché prosegue la sua penetrazione in Emilia e nelle Marche. Il secondo rischio è che i finiani di Futuro e Libertà riescano a sollecitare abbastanza energie sul territorio nazionale e neghino alle liste di quel che rimane del Popolo della Libertà la possibilità di vincere in alcune regioni chiave mandando gambe all'aria la maggioranza in Senato. Tuttavia, per evitare questo esito appare necessario, a Berlusconi, impedire che Futuro e Libertà goda del tempo indispensabile per organizzarsi e che Fini e Casini e Rutelli possano aggregarsi in un minaccioso Terzo Polo.
La logica berlusconiana, ancorché dannosa al paese, come arriva a denunciare persino la Confindustria, è chiara, ma può anche essere sbagliata. Con dossieraggi vari, la cui veridicità rimane tutta da provare, e attraverso una martellante campagna di gossip e di rumors, Berlusconi vuole distruggere la credibilità politica e personale che Fini si è finora conquistata. In altri paesi, l'eccesso di campagna negativa va a scapito di chi la lancia. Ma, in Italia, Berlusconi controlla da solo un'ampia gamma di giornali e di televisioni che utilizza con enorme assoluta spregiudicatezza. Quello che incuriosisce e preoccupa è che ai suoi molti, sbandierati scandali e ai processi, Berlusconi è finora politicamente sopravvissuto. Questa volta si gioca il tutto per tutto, rischiando di cadere dalla padella dei finiani nella brace della Lega, brace che potrebbe bruciarlo parecchio. Ma c'è di peggio. Nella sua caduta, Berlusconi potrebbe trascinare con sé anche le istituzioni. Insomma, la sfida è effettivamente mortale, condotta sul terreno più pericoloso possibile, senza che se ne veda una via d'uscita se non quella di un governo di transizione e elezioni anticipate, preferibilmente con una legge elettorale riformata.