Frana a Canevino, fuori casa da quasi due anni
CANEVINO. Difficile spiegare cosa si prova a vivere con moglie e figlio fuori casa per 19 mesi. Ma soprattutto difficile capire i sentimenti di chi, davanti a quella casa, ci passa ogni giorno, sapendo di non poterci entrare. E' la storia di Maurizio Piaggi, agricoltore di Canevino che il 29 gennaio di due anni fa si è visto crollare in casa un enorme masso dalla collina.
Da allora la famiglia Piaggi vive, a proprie spese, in un agriturismo nelle vicinanze. Sul caso ha deciso di aprire un'indagine la Guardia forestale, che sta operando nel più assoluto riserbo.
La vicenda, assai complessa, è approdata anche in consiglio comunale martedi scorso. Durante la discussione di un'interpellanza dell'opposizione, Maurizio Piaggi sarebbe intervenuto manifestando la sua esasperazione.
Ma al di fuori dell'aula consiliare rimane il problema di una famiglia fuori casa. «Sono quasi due anni - racconta Maurizio Piaggi -. E i disagi sono tanti. In primis, quello economico. Oltre all'affitto, sto ancora pagando un mutuo per i lavori di reastauro effettuati quando ho trasformato il magazzino agricolo in abitazione, in occasione del mio matrimonio nel 2000. Per il momento riesco a far fronte alle spese, anche perché ci sono i miei genitori che ci danno una mano».
Secondo Maurizio Piaggi, in questi 19 mesi, nessuno dell'amministrazione si sarebbe offerto di aiutare la famiglia: «La minoranza lo ha chiesto ma è stato chiaramente negato», aggiunge. Nei mesi scorsi tanto si è discusso anche sulle responsabilità dell'accaduto.
Infatti, se nel 1999 il Comune chiedeva alla regione dei finanziamenti per la messa in sicurezza del versante, nel dicembre dello stesso anno, veniva altresi concesso il permesso di costruire.
«Un anno fa mi è stato scritto che dovevo abbattere il capannone e mettere in sicurezza la mia abitazione, a mie spese. Dopodiché si sarebbe costruito un muro di 20 metri di lunghezza per 5 di altezza per mettere in sicurezza la strada».
Il sindaco Chiesa spiega che non c'è ancora alcun progetto definitivo. Si sono invece solo vagliate ipotesi di intervento: «Il Comune ha a disposizione ancora 126 mila euro dalla Regione per sistemare la frana e poter dare possibilità a questa famiglia di rientrare in casa».
Sul caso, sottolinea il sindaco, la responsabilità del Comune sarebbe già stata esclusa dalla magistratura.