Caos pullman, arriva la polizia

VIGEVANO. Troppi ragazzi per una corriera sola: e l'autista, per farli scendere, chiede l'intervento della polizia. E' successo l'altro giorno sul ponte della Giacchetta, sulla corsa Stav che alle 12.45 parte da Vigevano per raggiungere Pavia attraverso il Comune di Borgo San Siro. Una ventina di loro sono stati costretti ad aspettare la corsa successiva, o farsi venire a prendere dai genitori.
Sono le 12.40 di mercoledi e il marciapiede di via Sacchetti, punto di partenza per la corsa per Pavia, è già pieno di ragazzi. Alcuni di loro sono studenti universitari. La maggior parte, però, sono studenti delle superiori, che non seguono ancora gli orari di lezione definitivi, ma quelli provvisori, ed escono prima da scuola. Tornano a casa loro, nei paesi intorno a Vigevano: la Torrazza, Borgo, Garlasco. Affollando cosi una corriera sola invece delle due che la società di trasporto mette a disposizione esattamente un'ora dopo, ora di punta durante gli orari scolastici definitivi. «Mercoledi - racconta uno studente universitario che è salito su quella corsa per andare a Pavia a seguire le lezioni nel pomeriggio - la corriera è partita da via Sacchetti già piena: erano pieni tutti i posti a sedere e c'erano già una decina di ragazzi in piedi. Quando è arrivata sul ponte della Giacchetta, ci siamo accorti subito che non ci saremmo mai stati tutti: l'autista li ha fatti salire, ma poi ha dichiarato che non avrebbe fatto partire la corriera perché c'erano troppe persone a bordo». Lo stop forzato per far scendere qualcuno è durato circa un quarto d'ora, fino a quando l'autista ha chiamato la polizia. «A quel punto - dicono altri ragazzi che frequentano le superiori - molti sono stati costretti a scendere». Almeno una ventina di ragazzi sono scesi, perché superavano i limiti di sicurezza. Una corriera ha al suo interno una cinquantina di posti a sedere, e 26 posti in piedi. «Gli agenti insieme all'autista hanno parlato ai ragazzi e li hanno convinti a scendere - racconta un altro ragazzo-. Si sono arrangiati come potevano: chi ha chiamato i genitori, genitori, e chi invece ha dovuto aspettare la corsa dopo. Anche noi che siamo rimasti su, siamo arrivati a casa con venti minuti di ritardo». L'episodio è confermato anche dal direttore Stav, Giorgio Rigoni: «Sono incidenti che capitano i primi giorni di scuola, quando gli orari delle lezioni sono quelli provvisori, e non definitivi. I bus rispettano orari precisi, non possiamo modificarli di giorno in giorno. L'autista, giustamente, si è rifiutato di farli salire ed affollare la corriera. Spero che le scuole adottino al più presto l'orario definitivo, quando all'uscita delle 13.45 ci sono due pullman che aspettano i ragazzi».

Ilaria Cavalletto